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lunedì 29 luglio 2013

Firenze - prima dell'interruzione

Pubblichiamo questo vecchio post, ormai superato... A breve gli aggiornamenti sulla nostra temporanea permanenza a Casanova e sull'arrivo a Paderno, ma soprattutto sui due giorni appena trascorsi nella Riviera di Ponente, per i quali ringraziamo Federica e...Tolicchio! Ma torniamo a Firenze...


Scriviamo queste righe, per l’ultima volta, da via Antica Porta Tintoria, nella speranza che Aemcom non ci interrompa la linea. Nessuna bolletta arretrata: abbiamo semplicemente disdetto il contratto in vista del nostro trasferimento ormai prossimo. Niente a che vedere con le più gravi interruzioni di erogazione di acqua, luce e gas che Aem meno Com, per parafrasare un’espressione in voga di questi tempi, ha deciso nei confronti di numerose famiglie cremonesi debitrici.
Il blog procede a rilento proprio per via dei lavori nella futura casa. Abbiamo però un altro cofanetto-pernottamento in sospeso e presto decideremo dove andare, dopo avere sfruttato l’ultimo lo scorso ottobre in Val Belluna, a due passi dai verdi pascoli dove qualcuno ha recentemente avuto la bella pensata di proporre la realizzazione di un campo da golf. Ancora più a rilento, evidentemente, procede il nostro Paese, dove si pensa più al divertimento dei ricchi (sempre meno numerosi) che a garantire un’esistenza dignitosa al resto della popolazione (sempre più povera).
Ora però pubblichiamo le foto che Sara ha scattato un mese fa a Firenze, in occasione dell’annuale congresso di lavoro. Intanto che c’è ancora la linea…













sabato 15 gennaio 2011

Storie di cinghiali, di volpi e di un puma - 5. Un bacione a Firenze

Settignano, 2/1/2011

Piazzale Michelangelo è come di consueto gremito di turisti provenienti da ogni parte del mondo, intenti ad ammirare uno degli skyline più famosi d’Italia. La Cupola del Duomo, il Campanile di Giotto, Palazzo Vecchio sono così vicini che sembra quasi di poterli toccare. Noi tiriamo diritto, quasi irrispettosi nei confronti di uno dei più celebrati centri storici del mondo. I valori artistici di Firenze sono indiscutibili, anche se non è tra le mie città preferite. La prima immagine che mi viene in mente è il fiume di turisti che da Santa Maria Novella arriva fino a Ponte Vecchio; tra i giapponesi con le loro macchine fotografiche, gli americani in camicia a fiori, gli inglesi che dicono cheese, è difficile sentir parlare in fiorentino. Impressione differente mi lasciano città come Roma e Venezia, pure meta del turismo internazionale; forse in questi ultimi due casi i turisti si disperdono maggiormente per le strade del centro storico, ed è possibile scovare angoli più autentici di vita cittadina.

A Settignano, elegante frazione situata sulle colline intorno a Firenze, ci attende un’amica cremonese trasferitasi nel capoluogo toscano quasi dieci anni fa per studiare all’Università e rimasta a vivere qui, in un vecchio casale in mezzo agli uliveti insieme ad un’ex compagna di studi.
Siamo stati invitati ad un pranzo di inizio anno con i loro amici. Sembra quasi un convegno di antropologi: se ne contano ben tre – oltre al nostro Emilio – allo stesso tavolo! Sullo sfondo dalle finestre vediamo Firenze adagiata in mezzo ai colli; tappa di passaggio per noi viaggiatori, panorama consueto per i nostri commensali che abitano nei dintorni, approdo per coloro che vi sono arrivati seguendo il loro personale percorso. Chi come noi è cresciuto nella Bassa Padana, chi si è trasferito qui dalla Puglia per studiare Belle Arti e si è fermato dopo essersi fidanzato, chi ha lasciato il Burkina Faso e ora ha una famiglia e lavora in una ditta che produce componenti per i treni.
Dopo il pranzo sfida a Taboo tra cremonesi e fiorentini. Espugniamo Firenze e possiamo tornare a casa soddisfatti, più che per la vittoria, per la piacevole giornata. Ci portiamo a casa un po’ dell’olio prodotto dai padroni di casa, che abbiamo potuto gustare alla toscana, ovvero sul pane abbrustolito accompagnata dal cavolo nero. Peccato non potersi portare a casa anche una bottiglia del vinsanto bevuto a pranzo.
Salutiamo e saliamo in macchina, riprendendo la via del rientro. Sul pianale dell’auto davanti a noi un cinghiale di peluche sembra volerci salutare a nome della Toscana intera. Le volpi continuano a scorrazzare nei boschi della Maremma, un po’ le invidiamo, mentre cerchiamo di districarci nel traffico fiorentino. Del puma più nessuna notizia. Noi mandiamo un bacione a Firenze e poi via verso casa.