sabato 12 settembre 2026

Viaggio Cilento - 3. C'era una volta l'estate

 Copersito (SA), 18/8/2026



Il comune di Torchiara ha due frazioni contigue, difficile capire dove finisce la prima e comincia la seconda. Sant’Antuono (scritto proprio così) è situato in cima ad un crinale, le sue costruzioni sono mediamente più moderne e si trovano tutti i servizi essenziali, in buona parte concentrati nello slargo detto “Mercatiello”, dove ieri abbiamo cenato con pizza, frittata di pasta e una specie di torta caprese. Copersito è disposto sul versante sottostante ed è caratterizzato dalla presenze di diverse antiche ville con parco ed altre costruzioni in pietra, in buona parte ristrutturate di recente a fini turistici grazie a contributi della Regione Campania (tra cui anche la nostra casa). E’ un posto molto tranquillo e ieri sera, camminando fino alla chiesa, ho incontrato più gechi che persone.



La cittadina più vicina è Agropoli e la spiaggia è quella di Trentova, incastonata tra l’abitato, dal quale la separa lo scoglio di Trentova, e le montagne che caratterizzano la costa fino a Punta Tresino. La baia è un misto di ciottoli, sabbia e scogli, abbastanza lunga ma stretta, con un minuscolo bar, un lido e una costruzione lasciata a metà (la rete da cantiere lascia sperare che l’interruzione dei lavori sia solo momentanea).

La corrente oggi porta un po’ di alghe, complice il temporale notturno, ma la temperatura del mare, come mi è capitato ovunque quest’estate, è decisamente troppo calda. La differenza rispetto allo scorso anno è sensibile e quasi non si trova ristoro a fare il bagno. C’era una volta l’estate, titolava un articolo letto qualche giorno fa. Ed i bagni rinfrescanti, aggiungo. Non riesco a sopportare l’idea che ci stiano togliendo tutto questo.





Riguardo ad Agropoli, lasciati alle spalle i quartieri residenziali (e provando a fare lo stesso con i pensieri negativi) ed imboccata la salita degli scaloni per il centro storico ci si rende conto che valeva la pena di salire quei gradini. Dopo un gelato alla delizia al limone e ricotta e pere poi si apprezza ancora di più e si hanno le energie per la visita al Castello Angioino, dal quale la vista spazia su tutto il golfo, sulla costa rettilinea della Piana del Sele, fino alle alture della Penisola Sorrentina e a Capri in lontananza.




sabato 5 settembre 2026

Viaggio Cilento - 2. Già spunti per i prossimi viaggi

 Copersito (SA), 17/8/2026


Arrivare a Monteleone d’Orvieto il giorno del palio ha il suo fascino, anche se i festeggiamenti che si protraggono fino a tarda notte sono l’altro lato della medaglia ed il sonno ne risente. Va detto che nel tempo trascorso in paese – complessivamente meno di 24 ore – incontriamo la festa ma anche… la morte. Un funerale nella Collegiata dei SS. Pietro e Paolo (di cui, proprio per questa ragione, non riusciremo ad ammirare i dipinti del Perugino), giusto dalla parte opposta dello stretto corso centrale, ci fa sentire a disagio nell’uscire con i borsoni a tracolla. Sgattaioliamo pertanto di soppiatto per una passeggiata tra la porta Nord, il pozzo medievale, la Torre dell’Orologio e la spettacolare vista dalla terrazza situata nei pressi della porta Sud. Il paese è molto ben conservato e frequentato da parecchi stranieri. L’inglese è una lingua molto parlata per strada, anche tra alcuni figuranti del corteo del palio. Francese è l’autore del libro fotografico che abbiamo sfogliato nel nostro appartamento. Norvegese è il benefattore che ha finanziato la ristrutturazione del teatro, non ancora completata. Stranieri che hanno adottato – o si sono lasciati adottare – dal borgo.

Stranieri non siamo, ma facciamo fatica a lasciare Monteleone per proseguire il cammino. Come noi anche Leonardo e Martina, conquistati dal nostro piccolo ma accogliente appartamento. Già spunti per i prossimi viaggi, come ci eravamo ripromessi.



L’abbiamo tirata lunga, ma riusciamo comunque ad arrivare in Ciociaria per l’ora di pranzo. Il compianto amico Luca avrebbe potuto darmi le indicazioni del caso, magari ci si sarebbe potuti incontrare da queste parti, parlare dei film visti, dell’ultimo di Virzì e de Le città di pianura e invece…. Guardiamo avanti, e davanti a noi c’è il profilo di Anagni, “città dei Papi”. Confesso che ho bisogno di un ripasso di storia per rinfrescare la memoria sullo “schiaffo di Anagni”, oltre che sulla provenienza anagnina di due pontefici.



Abbiamo cambiato scala: più che borgo siamo in una cittadina, che ci appare piuttosto dormiente: sarà il lunedì, sarà che molti locali sono chiusi per ferie, sarà che altri sembrano avere abbassato le serrande per sempre. Però tra pochi giorni ci sarà la ricorrenza del patrono San Magno, molto sentita in città, e nei discorsi che captiamo mentre mangio i miei strozzapreti all’anagnina cacio e pepe c’è un certo fermento.



Risaliamo Strada Vittorio Emanuele fino al suggestivo Parco della Rimembranza, una sorta di giardino terrazzato ai piedi della centralissima Piazza Cavour. Non completiamo la visita come vorremmo perché anche oggi il cielo si annuvola. Il temporale, però, stavolta non arriva ed arriviamo asciutti in Cilento prima di cena.



giovedì 3 settembre 2026

Viaggio Cilento - 1. In alto i bicchieri per Francesco Guccini

 Monteleone d’Orvieto (TR), 16/8/2026


Giuro che non si tratta della solita necrofilia letteraria: Un disco dei Platters di Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli l’avevo ordinato pochi giorni prima della dipartita del “Maestrone”. Ci ero arrivato un po’ per caso, stavo cercando informazioni sulla meta del prossimo viaggio estivo ed avevo letto che il protagonista del libro ha origini cilentane. In realtà il Cilento non viene praticamente nominato, ma la scelta di portarlo come lettura durante il viaggio acquisisce un senso già alla prima tappa, vista l’ambientazione fortemente tosco-emiliana.

Castiglione dei Pepoli me lo avevano descritto come località turistica per bolognesi un po’ in declino ma la prima impressione, almeno in alta stagione, è quella di un centro piuttosto attivo, anche solo leggendo locandine e manifesti delle varie iniziative che si tengono in questi giorni in zona, tra le quali anche una manifestazione dedicata per l’appunto a Francesco Guccini, scomparso pochi giorni fa, che viveva non molto distante da qui, a Pavana, oltre i laghi di Brasimone e Suviana.

Quando arriviamo i negozi – alcuni con un gusto vagamente retrò – sono ancora aperti. Resistiamo davanti al fornitissimo negozio di giocattoli, ma cediamo al mercatino vintage del Parco della Rimembranza: i bambini si giocano nelle prime 12 ore il bonus “regalino” della vacanza.

Il nostro itinerario parte dalla Torretta, prosegue lungo la centralissima via San Lorenzo, tocca Piazza della Libertà e si chiude, appunto, al Parco della Rimembranza. C’è tempo per un tagliere di salumi di selvaggina e un budino alle castagne, poi scoppia il temporale e tocca rifugiarci in macchina, comunque contenti per aver scelto di sostare proprio qui.




D’altra parte questo era il nostro intento: viaggio lento verso il Cilento - gioco di parole che leggeremo con varie declinazioni nei prossimi giorni e che quindi chiudo qui – con tappe all’andata e al ritorno che possano offrirci spunti per le future occasioni. In questo senso non ci delude nemmeno Monteleone d’Orvieto, a partire dalla gentilissima accoglienza della signora Monica. Arriviamo nella giornata conclusiva del Palio del Carro ma lei è prodiga di consigli su come orientarci durante la nostra permanenza, nonostante sia impegnata al servizio ai tavoli. Nella mattinata mi aveva inviato il programma della concomitante Sagra degli Umbrichelli e durante il pomeriggio, all’avvicinarsi delle colline umbre, già meditavo sulla scelta, poi ricaduta su un ragù di chianina.




Il Palio è davvero ben organizzato e richiama un gran numero di figuranti. Essendo alloggiati nel centralissimo Corso Vittorio Emanuele II viviamo appieno il lungo corteo. Leo è spaventato dal rullare dei tamburi e dalle urla del boia, ma poi esce sull’uscio per ammirare le ragazze in abiti medievali. Martina è entusiasta e non si perde nulla: uomini a cavallo, sputafuoco, damigelle… Appena il corteo si chiude lei e Sara lo seguono e raggiungono il Campo gara. Io e Leonardo le raggiungiamo pù tardi, giusto in tempo per assistere alla chiusura della gara, alla proclamazione del vincitore ed alle celebrazioni.

Ed infine, dopo una lunga attesa, ecco il nostro meritato piatto di umbrichelli, accompagnato dal buon rosso di una cantina locale. E ritornando per un momento alla nostra tappa mattutina, in alto i bicchieri per Francesco Guccini.



venerdì 27 settembre 2024

Tra Genova e Sori

 Un nuovo nome nel nostro elenco delle località visitate (stavolta da tutti noi) lo aggiungiamo in un fine settimana di metà giugno.

Abbiamo un paio di commissioni da fare a Genova e ne approfittiamo per un week-end: pernottiamo in un grazioso appartamento a Campo Pisano, uno dei nostri angoli preferiti della città, anche se un po' sottosopra a causa di cantieri vari. Siamo comunque molto vicini alla fermata metro di Sarzano e alla prima delle nostre mete, la gioielleria My Golden Age, poco dietro la chiesa di San Donato.

La stagione fa venire voglia del primo bagno in mare, anche se la temperatura, il vento, le nuvole che vanno e vengono e le onde alte ci impediscono di fare una vera nuotata. In ogni caso i bambini si divertono, noi ci facciamo una passeggiata per Sori (ecco la novità di questo viaggio), io assaggio la cima alla genovese (piatto abilmente cantato da Fabrizio De André) e un'ottima pinolata.

Il nostro appartamento è anche a due passi dai Giardini Luzzati, vivace centro culturale della città vecchia: finisco ad un concerto in mezzo a tifosi genoani, nell'ambito della giornata organizzata per ricordare Edo, ragazzo rossoblù scomparso nel 2002.

La domenica andiamo ai magazzini del cotone per una mostra sulle illusioni e poi all'Acquario per la nostra seconda, importante commissione: cortesemente ci fanno accedere solamente allo shop per ricomprare la tartaruga rosa di peluche per Martina, scomparsa in circostanze misteriose la scorsa estate dopo la visita della primavera 2023. 

Torniamo in un ristorante che avevamo sotto casa in occasione della nostra prima visita a Genova, in via della Maddalena: tutto ancora più buono di quanto ricordavamo.




venerdì 20 settembre 2024

Salerno


Da quando sono nati i gemelli ho cominciato a stilare un elenco di tutte le località da loro visitate.

In questo elenco Salerno non c'è, e nemmeno in un mio immaginario elenco personale che un giorno forse ricostruirò.

C'è invece in quello di Sara, che a margine di un convegno è riuscita a scattare queste foto.











mercoledì 18 settembre 2024

Fine inverno a Venezia

 Venezia, 10/03/2024





Arrivare in treno a Venezia significa riscoprire ogni volta la meraviglia della prima volta da bambini. Cerco di ritrovarla anche negli occhi di Martina e Leonardo, ma sembrano interessati da qualcos'altro, o forse stanno memorizzando e tireranno fuori quest'immagine quando meno te l'aspetti, chi lo sa.





Sembrano riattivarsi in Rio Terà san Leonardo, rincorrendo i piccioni in direzione Rialto. Pernottiamo in un bell'appartamento a Cannaregio, ma vogliamo andare a vedere se c'è qualche laboratorio dove si fabbricano le maschere: abbiamo letto che San Polo è il sestiere dove se ne contano di più. Peccato per la pioggerellina che disturba un po' la passeggiata; rientriamo comunque in Calle Rielo passando dal Ponte degli Scalzi. A San Giacomo all'Orio negli anni vedo sempre quei ragazzini che giocano a pallone (cioè, probabilmente ormai saranno i figli).



Nella notte ha piovuto parecchio, la mattina del sabato ha smesso ma siamo in una delle zone più basse della città e l'acqua alta ci consente appena di andare a prendere il traghetto per Murano. Scherziamo sulla capacità di Martina di rompere i vetri ma osiamo ugualmente: entreremo ed usciremo indenni dalle botteghe, godendoci anche un buon pranzo poco distante dal Duomo.






Al rientro prendiamo la linea di traghetti che gira tutto intorno alla città, fermandoci a San Marco e poi riprendendo il battello che solca il Canal Grande, dove abbiamo il classico incontro imprevisto con due nostri conterranei.




La pioggia riprende il terzo giorno, accompagnata da una nausea che mi impedirà di finire i tagliolini al nero di seppia. Il piano B è il Museo di Scienza Naturale, piacevolissima sorpresa che cattura l'attenzione dei bambini. Dopodiché arriva il tempo del rientro, dello stomaco sottosopra, della corsa in stazione e della pioggia che continua a cadere, e così sì che Venezia diventa davvero triste.





martedì 5 dicembre 2023

Gita a Crespi d'Adda



Il rientro è stato difficoltoso, ma mia madre, instancabile organizzatrice di gite, ci ha coinvolto per una domenica di ottobre a Crespi d'Adda. O meglio, ha coinvolto Sara: io ho declinato l'invito in quanto avevo già visitato il sito qualche anno fa, con la famiglia al completo.




Il villaggio operaio di Crespi d'Adda, situato all'estremità meridionale della cosiddetta Isola Bergamasca, in territorio di Capriate San Gervasio (quello di Leolandia, che ai miei tempi era semplicemente "la Minitalia"), è di particolare interesse, ed è frutto dell'esperienza di uno degli imprenditori cosiddetti illuminati, Cristoforo Benigno Crespi, titolare di un cotonificio, che vi realizzò le abitazioni di parte dei lavoratori della sua azienda. Se da un lato si tratta di un esempio molto avanzato in tempi di frequente sfruttamento conclamato dei lavoratori, dall'altro, a pensarlo oggi, dà un sottile senso di inquietudine per l'inevitabile controllo pressoché totale della vita delle maestranze.




In ogni caso Crespi d'Adda riveste anche un particolare interesse architettonico, con le sue strade ben organizzate e rettilinee e le abitazioni differenziate a seconda del ruolo ricoperto nell'azienda. Da segnalare anche la centrale idroelettrica sul fiume Adda, aperta alle visite. Adda che da queste parti (siamo al confine tra le province di Bergamo e Milano) crea alcuni ambienti naturali piuttosto interessanti. 



Il pomeriggio il programma non poteva non prevedere una visita a Bergamo. La meta è forse inflazionata di questi tempi, essendo stata, insieme alla vicina Brescia, riconosciuta come "capitale della cultura 2023". Però la città alta merita sempre una passeggiata.