Copersito (SA), 21/8/2026
Non siamo ancora riusciti ad
incontrare Andrea, il nostro host (oggi si dice così), che
pure, al telefono, è stato prodigo di consigli, tra i quali la
visita a Castellabate, quasi inevitabile visto che si trova a una
manciata di chilometri da Copersito e che si tratta senza dubbio di
un paese caratteristico: anche se le affluenze hanno avuto senza
dubbio un boom dopo l’uscita di Benvenuti al sud, film di
grande successo girato proprio a Castellabate ed uscito nel 2010. Si
tratta del classico esempio di turismo indotto da film o serie
televisive a cui Valentina Pigmei dedica un capitolo del suo libro
Vero viaggio è il ritorno, presentato a Cerignale, in alta
Val Trebbia, poche settimane fa, proprio nel giorno in cui, per caso, passavo da quelle parti.
“Siamo appena stati alla casa”,
ci dice la coppia di ragazzi romani che stanno nell’appartamento
poco sotto il nostro, incontrati ai piedi della salita al
castello, dando per scontato il riferimento all’abitazione dove è costretto al trasferimento il dipendente postale
interpretato da Claudio Bisio. “L’ufficio non ci sta, anzi, non
c’è mai stato. Hanno solo messo fuori l’insegna per le riprese”,
specifica poco dopo un abitante all’ennesimo (a giudicare
dall’intonazione della risposta) turista che gli chiede
indicazioni: probabilmente è pure scocciato perché per andarci davvero, in
posta, deve scendere a Santa Maria.
Tutto sommato però il paese non ci
sembra diventato eccessivamente turistico; o meglio, non essendoci
mai stato e considerata la posizione, credo che una certa economia turistica ci
fosse già prima. Incappiamo solamente in una mezza truffa (12€ per
due coppette di gelato ed una bottiglia d’acqua, con scontrino
fiscale emesso solo su insistente richiesta), mentre i fusilli al
ragù cilentano ed i fiori di zucca fritti con vista sul mare
sottostante valgono la pena ed hanno prezzi ragionevoli, dandoci modo
di studiare dall’alto dove dirigerci nel pomeriggio.

“Qui teniamo un grosso problema: i
Napoletani”, ci spiega un cilentano a Lago, località marina e
frazione di Castellabate. “Ci sono brave persone, intendiamoci,
però molti, con la scusa che portano i soldi, vengono qui invadendo
la costa e comportandosi come se le regole che valgono, o meglio non
valgono, nella loro città fossero uguali anche dalle altre parti”.
Certe dinamiche sono diffuse ovunque, penso, tra gli abitanti della
provincia e quelli della grande città: in Lombardia, sono i
Milanesi, nel Lazio i Romani, in Puglia i Baresi… Non contraddico
però il nostro interlocutore, che peraltro fa sfoggio di diversi
simboli dell’U.S. Salernitana, sapendo che Napoli deve
effettivamente essere per molti aspetti un mondo a parte, che
non puoi capire se non ci vivi; ed io non ci sono mai stato, quindi
mi taccio. Devo però notare che qui la spiaggia è più affollata
che da altre parti.

Benvenuti al sud giocava
con gli stereotipi Nord/Sud ed in qualche caso si divertiva a
ribaltarli. Nell’Italia dei mille campanili già le identità
regionali lasciano spesso il tempo che trovano, a maggior ragione il confronto tra settentrione e meridione. Benvenuti al sud è
anche la frase che ci ha accolto stamattina sotto il cartello
segnaletico all’ingresso di Castellabate, riprendendo la grafica
della locandina del film di Luca Miniero. Già, ma quale sud?
Chi vuole immergersi in un atmosfera
tipicamente meridionale può dirigersi verso Rutino, pittoresco paese
a cinque minuti da Copersito, per la Notte dell’Angelo. Dopo avere
lasciato l’auto lungo la SS18 ed essere saliti sul bus navetta che
con efficienza nordica (e dai!) ci porta nel centro storico,
assistiamo ad uno spettacolo di sbandieratori, artisti di strada,
rappresentazione teatrale e al concerto dei Kiepò, gruppo musicale
della tradizione popolare cilentana.