giovedì 22 ottobre 2026

Flashback corso - 1. Dal porto di Livorno

Tra pandemie, malattie, problemi familiari ed eventi meteo estremi, i nostri rientri dai viaggi estivi, soprattutto negli ultimi anni, sembrano avvolti da una sorta di maledizione.

Nel 2025 non c’è stata la supercella dell’anno successivo; eppure, da Pisa a Cremona, una pioggia fortissima ed incessante ci ha costretto a non superare gli 80 km/h in autostrada. Il mattino dopo, aprendo le finestre di casa, abbiamo scoperto che il salice piangente di fronte a casa era rimasto colpito, e la parte centrale delle sue branche risultavano spezzate.

Un grosso dispiacere, ma la natura spesso riesce a sopravvivere anche alla nostra incuria, e mi consolo oggi nel rivederlo in ripresa.

Ma tornando al 2025… abbiamo ripreso l’abitudine di aggiornare il nostro blog per non dimenticare gli incontri, i dettagli, le sensazioni dei nostri viaggi. E per riviverli anche a casa. Nel fare questo mi rendo conto che non abbiamo parlato della Corsica: lo faremo adesso, in una sorta di flashback. O di racconto circolare, visto che abbiamo già accennato la conclusione.



A partire dalla ormai consueta tappa a Pontremoli, per una passeggiata nel bel borgo della Lunigiana e per pranzare con testaroli al pesto e qualche amor prima del caffè.



Arriviamo a Livorno (sì, sono passato al presente, ormai sono di nuovo in viaggio!) verso la metà del pomeriggio. Confermo l’impressione avuta qualche anno fa: non sarà bella, ma ha personalità. E poi, una passeggiata per Venezia Nuova all’ora dell’aperitivo ci sta proprio. Entriamo nella Fortezza, cosa che non avevamo fatto in occasione della precedente visita, e poi ceniamo con cozze alla livornese.



Ci imbarchiamo nel vicino porto che è già buio. Abbiamo scoperto questa formula che con un piccolo sovrapprezzo ci consente di trascorrere la notte sulla nave ormeggiata per poi partire l’indomani nel primo mattino. Dal porto di Livorno cantato da Piero Ciampi partiremo alla volta di Bastia.

 

sabato 17 ottobre 2026

Cose che so di Saragozza

 Cose che sapevo di Saragozza:

-      E’ la capitale dell’Aragona;

-      Qui si sono formati gli Héroes del Silencio, gruppo rock iberico da esportazione noto negli anni ’90 (se il nome non vi dice nulla, riascoltatevi Entredos tierras);

-      Il Real Zaragoza, pur vantando un buon palmares, non gioca nella prima serie calcistica spagnola dal 2013, sprofondando in terza serie pochi mesi fa;

-      Esiste un’omonima località in Comune di Montodine (CR).

Le cose che non sapevo me le ha raccontate Sara di rientro dalla sua trasferta di lavoro. E’ partita nel giorno in cui, ironia della sorte, io per lavoro mi trovavo poco distante dalla Saragozza situata nel territorio provinciale ed è rientrata pochi giorni più tardi, dopo un passaggio da Barcellona, portando con sé racconti e fotografie.



















venerdì 16 ottobre 2026

Viaggio Cilento - 13. Prima della supercella

 

Cremona, 28/8/2026

 

 

Per Cremona la data del 28 agosto rimarrà legata all’evento estremo (ho scoperto dall’articolo pubblicato da qualche esperto che si trattava tecnicamente di una supercella a mesociclone) che ha devastato la città ed il territorio circostante, scoperchiando case, danneggiando circa diecimila auto, abbattendo almeno un migliaio di alberi ed arrivando a colpire monumenti simbolo come il Duomo ed il Palazzo Comunale. In queste sole due settimane ci siamo trovati a più riprese a confrontarci con gli effetti della crisi climatica, ma non pensavamo di (o speravamo di non) arrivare a questo punto. Durante una sosta del viaggio di rientro, all’altezza di Modena, ci sono arrivate le prime, devastanti immagini. Costretti dal traffico intenso ad un percorso alternativo, siamo entrati nel territorio cremonese da Calvatone e già lì ci siamo trovati di fronte ad alberi abbattuti e ad uno scenario da film americano.

Prima del temporale, cantava Enrico Ruggeri: voglio che questo racconto di un viaggio comunque bello si fermi dunque prima della supercella, o di quel che era.

 

Fermiamolo dunque a Faella, estremo nord della provincia di Arezzo. La Toscana era l’unica delle regioni attraversate in cui non avevamo ancora fatto sosta. Se le Balze del Valdarno le vediamo solo dall’auto (paesaggio comunque suggestivo), la trattoria vecchio stile dove mangio una pasta con ragù di coniglio è un esperienza degna di essere vissuta.

 

Ci rimettiamo in moto ma siamo costretti ad aggirare Firenze sul lato nord-est, lungo un bel percorso in parte affrontato qualche anno fa scendendo nel Casentino, prima di rientrare in autostrada. Prima del traffico. Prima della supercella, appunto.

sabato 10 ottobre 2026

Viaggio Cilento - 12. Il profilo di Gallese

 Gallese (VT), 27/8/2026

 

 

Che Cristo si è fermato ad Eboli lo sappiamo bene da Carlo Levi. La questione è affrontata a suo modo anche da Domenico Rea in uno scritto del 1957, pubblicato nel volume di Luisa Cavaliere intitolato Cilento – Una guida emozionale da Paestum e Velia, che sta accompagnando Sara in questo viaggio. Un libro che attraversa questa terra sotto molteplici aspetti e che ci è risultata utile per la nostra visita.

Tornando a Domenico Rea, per lui Cristo avrebbe dovuto fermarsi ancora prima, a Battipaglia, ultimo baluardo di civiltà secondo i racconti di alcuni suoi conoscenti: ma lui decise ugualmente di scendere verso il Cilento, rimanendo piacevolmente sorpreso prima di tutto sotto l’aspetto umano.

Oggi sembra anche a noi che Cristo si sia fermato... a Battipaglia. Solo che il viaggio lo stiamo facendo in senso inverso. Sarà il traffico che ci costringe ad affrontare a bassissima velocità la Piana del Sele, ulteriormente peggiorato (scopriremo dopo un coda che ci pare infinita) dal ribaltamento di un camion di pomodori sulla rampa di accesso all’autostrada, ma siamo tutti particolarmente insofferenti. Martina deve vomitare, così siamo pure costretti ad una sosta nella periferia di Battipaglia, e di fronte a certe brutture architettoniche viene voglia di vomitare anche a me. Per una volta non vedo l’ora di mettere più chilometri possibile dietro di noi.

 

In viaggi come questo bastano tre ore di auto ed alla prima sosta si viene catapultati in un nuovo microcosmo. Ce ne accorgiamo facendo il pieno tra Civita Castellana e Gallese, mentre un uomo sui quaranta racconta in marcato accento laziale improbabili avventure motociclistiche al benzinaio, che dal canto suo sembra subire in silenzio.

Pochi chilometri ed eccoci in vista del profilo di Gallese, a prima vista più integro di quello della vicina Orte che disturbò Pasolini al punto da mostrarlo come esempio nell’ancora attuale La forma della città.

 

Entrati in paese ci sembra che il centro sia genuino, non patinato ma tutto sommato vissuto. Certo, c’è dell’abbandono: “molti giovani sono scesi nei paesi a valle, oppure a Viterbo”, ci raccontano la signora Carla e un’amica mentre passeggiano per il centro. Eppure il borgo sembra ben conservato e, complice la serata estiva, nella piazza davanti al castello c’è parecchia gente. Ci sediamo per un aperitivo mentre i bambini giocano con amici appena conosciuti all’ultima ombra delle grosse paulonie e sui gradini della fontana. Aspettiamo che arrivi la sera e lasciamo i tavoli liberi per il torneo di tressette, prima di terminare il giro del centro e rientrare nell’appartamento che, come già accaduto la prima notte, conquista all’istante Martina e Leonardo: i due già ci chiedono se possiamo tornare anche qui e passarci più tempo. Io rispondo di sì, che lo faremo.



 

 


giovedì 8 ottobre 2026

Viaggio Cilento - 11. Cose da fare in Cilento

 Copersito (SA), 26/8/2026

 

 

Rileggiamo l’elenco delle cose da fare in Cilento redatto prima della partenza: come al solito era troppo ottimista e sovrabbondante, ma tutto sommato, nel nostro ultimo giorno di permanenza in Campania, possiamo dirci soddisfatti. Certo, ci vorrebbe un altro viaggio, magari centrato sulla parte più meridionale di quest’area molto vasta… Perché no?

 

Oggi però preferiamo il riposo in vista del viaggio dei prossimi due giorni. Lasciamo scegliere ai bambini una spiaggia vicino a casa dove trascorrere la giornata. Martina decide per il ritorno a Trentova, e devo dire che la scelta è azzeccata. Scendendo in direzione ovest, verso gli scogli, la baia ci sembra molto più bella del primo giorno. Certo, la spiaggia non è molto spaziosa, ma continuiamo ad entrare ed uscire dall’acqua e vorremmo che la giornata non finisse mai.

 


 

Ma la sera, come è giusto che sia, arriva. Poco male: arriva anche l’orario di cena. Ritorniamo a Torchiara perché le provviste sono finite. Mentre aspettiamo scambiamo due parole con una coppia napoletana. Pensionati da poco, negli ultimi anni hanno acquistato una casa in pietra a Prignano e l’hanno ristrutturata “seguendo l’architettura tipica del luogo”, come ci tengono a dire. Amano il mare e hanno scelto un luogo comodo da raggiungere, a poco più di un’ora da casa, ma il mese di agosto lo trascorrono principalmente a godersi il fresco in paese, evitando la spiaggia: si intuisce una sorta di distacco dal turismo di massa. Forse può sembrare aristocratico, forse un po’ snob. Ma non è la stessa cosa che abbiamo cercato noi, che snob o aristocratici certo non siamo?

 

Arriva infine la cena: mulignane (melanzane) ed alici abbottonate (ripiene) e cannoli come si usano da queste parti, con crema pasticcera e cioccolato. E anche stasera spunteremo altre righe dall’elenco delle cose da fare in Cilento.

domenica 4 ottobre 2026

Viaggio Cilento - 10. Piccoli gesti di gentilezza

 Copersito (SA), 25/8/2026

 

 

La fama di Palinuro, forse la località più conosciuta del Cilento, ci ha spinto a rimandare la visita verso la fine del mese. Eccoci dunque percorrere la superstrada in direzione Sapri. Abbiamo così modo di osservare il paesaggio dell’interno che muta, facendosi più boscoso dalle parti del monte Gelbison e di Vallo della Lucania. Quando poi svoltiamo verso Palinuro ulteriore cambiamento dell’ambiente circostante, caratterizzato dall’ampio greto ghiaioso del Mingardo che solca un ampia vallata, a dispetto della portata che, complice la stagione estiva, è molto ridotta.

 

I turisti che dal nord Italia scendono in Cilento preferiscono venire da queste parti: mentre mangio i miei calamari ripieni ascolto i discorsi dei vicini di tavolo torinesi. Martina e Leonardo invece fanno amicizia con due bambini che si qualificano come abitanti della provincia di Monza e Brianza.

 


Va detto che Palinuro in sé non offre particolari tipicità rispetto ad altri borghi della zona, ma la sua fama è dovuta alla bellezza della costa circostante, dove si trova una lunga serie di grotte sottomarine, raggiungibili in barca e tramite gite organizzate, e alcune spiagge particolari come quella del Buon Dormire e quella dell’Arco Naturale. Raggiungiamo proprio quest’ultima, ritrovando il Mingardo in prossimità della foce. Un ponticello pedonale in legno consente di attraversarla, e al di là del canneto e delle barche ormeggiate scorgiamo una lunga spiaggia, ma noi rimaniamo sulla sponda destra e superato un breve tratto di costa attraversiamo l’arco.

Un elicottero dei Vigili del Fuoco volteggia in continuazione sulle nostre teste. Scopriamo che c’è un incendio pochi chilometri all’interno, anche se da qui non vediamo il fumo. Effettivamente, tra tutti gli effetti del cambiamento climatico, tra le ondate di calore ed il surriscaldamento delle acque marine, per ora il fuoco ci aveva risparmiato.

 


Di nuovo, guardiamo il blu davanti a noi, cercando di riconciliarci con questo pianeta malato. Facciamo conoscenza con T e F, una coppia che si rivela particolarmente premurosa con i nostri bambini. Avranno una decina d’anni in più di noi. Lei campano e lui umbra, è inevitabile ripercorrere insieme le tappe del nostro viaggio. Ci raccontano qualcosa del loro, “una vacanza rilassante”, ci dicono, che però a me sembra non mancare di una certa dose di avventura. Mi incuriosiscono, vorrei fargli un sacco di domande, ma poi li osservo abbracciarsi con l’entusiasmo di una coppia di ventenni… ad un certo punto lei se ne va, e lui rimane a guardare l’orizzonte in posa meditativa. Non voglio essere invadente e non voglio turbare quell’equilibrio. Mi rimetto anche io a guardare l’orizzonte, pensando come a volte un piccolo ed inaspettato gesto di gentilezza può cambiare la giornata.

giovedì 1 ottobre 2026

Viaggio Cilento - 9. Di scogli e di sabbia

 Copersito (SA), 24/8/2026




Se si parla di spiagge, sarà l’imprinting ricevuto in tenera età (le Cinque Terre, l’Istria), sono più da scoglio che da sabbia. Però, se si rimane nell’ambito delle spiagge sabbiose, direi che quella di Paestum è una delle mie tipologie preferite. Per prima cosa a causa della presenza delle dune costiere, tra le quali sboccia il giglio di mare, un elemento di naturalità troppo spesso scomparso dalle nostre coste. Ma anche per la retrostante pineta, che consente di ripararsi all’ombra durante le ore più calde e consumare il nostro pic-nic a base di pizza al taglio e sfogliatelle acquistate in mattinata a Licinella. Pertanto, se passate dalla strada litoranea a sud della foce del Sele, consiglio di non fermarsi davanti all’apparente degrado di alcuni quartieri e di inoltrarsi nella pineta.

Oggi poi già registriamo un calo di presenze nella spiaggia, che pure è molto ampia, ed anche l’acqua ci sembra un po’ più fresca. Insomma, siamo ben contenti di essere tornati qui. Abbiamo dunque l’occasione di spendere qualche parola in più sull’Oasi Dunale di Paestum, gestita da Legambiente (nella pineta, oltre a pannelli divulgativi, si trovano alcune particolari installazioni a carattere ambientalista e pacifista).



La sera ce la godiamo nella nostra casa di Copersito, con le finestre aperte per goderci suoni della campagna e… le conversazioni dei vicini. L’anziana signora che abita in fondo alla scalinata ospita una ragazza inglese, probabilmente reduce da una delusione d’amore. “Dai retta a me: meglio sole che male accompagnate. Lo sai che vuol dire?” “Yes! It’s better alone then with a shit-man!”. Lezioni di vita.