domenica 20 settembre 2026

Viaggio Cilento - 5. In memoria di Angelo Vassallo

 Copersito (SA), 20/8/2026



La scoperta di ieri sera è stata un rosso beneventano mosso, che in una serata estiva va giù che è un piacere. Il rosso frizzante, nell’immaginario collettivo, è più legato alle mie parti, alla Bassa Padana: ma oggi andiamo alla ricerca di affinità tra territori diversi.

Partiamo dalla toponomastica ricorrente: Vittorio Emanuele II per le due strutture in cui abbiamo pernottato finora, il graziosissimo monolocale di Monteleone d’Orvieto e l’appartamento di Copersito dove stiamo riuscendo a sfuggire dall’ennesima ondata di calore di quest’estate (la scelta si sta rivelando azzeccata): ma anche il ristorante di Anagni dove abbiamo pranzato il secondo giorno. Oltre che la mia sede lavorativa da un anno a questa parte, che in qualche modo mi insegue. Ma anche Parco delle Rimembranze, tra Castiglione dei Pepoli ed Anagni, ritorna. Così come nelle prime puntate stanno ritornando, mi fa notare Sara, parecchie persone scomparse… sarà l’età. Cercherò di parlare più dei vivi d’ora in poi.


Se devo scegliere la cosa che più sto apprezzando del Cilento, così su due piedi direi i paesaggi. Vero è che stiamo passando parecchio tempo in auto, ma è altrettanto vero che guidare su queste strade di montagna poco trafficate è un piacere e consente di ammirare panorami davvero suggestivi, come quelli di stamattina, attraversando l’interno per raggiungere la costa più a sud, a Marina di Casal Velino. Da qui risaliamo la costa fino a Pioppi.

Stavolta la toponomastica, più che ricorrere, è una suggestione padana. Ma dal punto di vista vegetazionale del paese ricorderemo le tamerici che incorniciano la piccola spiaggetta di ciottoli con vista fino a Capo Palinuro. Alle nostre spalle la passeggiata lungomare, qualche bar, ristorante e negozio, una doccia per rinfrescarci, insomma, tutto quello che ci serve.

Pioppi è frazione del comune di Pollica, così come Acciaroli, il paese del “sindaco-pescatore”. Angelo Vassallo è diventato famoso per avere tentato di difendere il paese dagli interessi degli speculatori promuovendo un modello di turismo sostenibile dal punto di vista ambientale. Probabilmente questa è stata anche la ragione del suo omicidio, avvenuto nel 2010, ma le indagini non hanno portato all’individuazione di un colpevole, né di un mandante.

Avevo promesso di non parlare più di faithful departed, come dicevano i Cranberries, e già mi smentisco, ma passando da queste parti è inevitabile confrontarsi con la figura di Angelo. La nostra visita sul territorio comunale si limita a Pioppi: per questioni di tempo non riusciremo infatti a risalire la costa fino ad Acciaroli. Però l’impressione è che il paese corrisponda all’idea che ne aveva il suo sindaco più celebre. Spero davvero che sia così e che gli abitanti riescano a portarla avanti, quest’idea. In memoria di Angelo Vassallo.



venerdì 18 settembre 2026

Viaggio Cilento - 4. Cilento, non Salento

 

Copersito (SA), 19/8/2026



Prima della partenza, quando raccontavo che sarei andato in Cilento, una delle risposte tipo era “Davvero! Bellissimo! Vai a Punta Prosciutto! Vai a Torre Lapillo! Vai…” al che interrompevo l’interlocutore e specificavo: Cilento, non Salento. In queste pagine ho scritto più volte di come amo il “tacco”, ma mi sono ripromesso: in agosto mai più. Il problema è sempre lo stesso, e comune a buona parte della popolazione italiana costretta alle ferie agostane (almeno quella che non si accontenta di dormire, mangiare ed andare in spiaggia o fare foto instagrammabili): come evitare la ressa ed affrontare un viaggio che sappia di autenticità? Tematica che andrebbe sviluppata più approfonditamente. Per noi al momento è solo una domanda: riusciremo, almeno in parte, qui in Cilento? La meta ed il programma sono stati scelti anche con questo auspicio.



Altro commento molto gettonato, per chi capiva di cosa si stava parlando: vai a Paestum, merita una visita. Persino mia mamma ieri mi ha inviato le sue vecchie foto di un viaggio fatto nel ‘73, prese dagli album di famiglia. E così, eccoci qui. La prima cosa che colpisce, più ancora che i tre templi rimasti in piedi, è la vastità dell’area archeologica. Comprendendo la visita al museo, tre ore passano come ridere. Da segnalare peraltro che l’ingresso per i bambini è gratuito. Leonardo e Martina sono molto interessati e non si lamentano. L’ora di pranzo arriva presto. Fortunatamente ci troviamo a due passi dal mare e raggiungiamo in pochi minuti l’Oasi Dunale di Paestum.



Tornando al tema dei turisti presenti da queste parti, finora ho sentito pochi accenti settentrionali: un gruppo di bresciani, uno di emiliani. Un po’ di più toscani e romani, qualche straniero, ma la maggior parte sono campani. Devo mettere a fuoco quanti siano i napoletani e quanti gli emigrati locali di ritorno per le ferie estive (mi perdoneranno gli interessati, ma non sono ancora in grado di distinguere perfettamente la cadenza napoletana da quella salernitana, per quanto mi abbiano dato un’infarinata). Alla seconda categoria appartiene la coppia conosciuta in pineta nel pomeriggio: per loro è l’ultima giornata qui, domani ritorneranno nell’hinterland torinese. “Qui il turismo è meno attrezzato rispetto a località come Acciaroli e Palinuro. L’anno scorso ci si è lamentati della scarsa affluenza turistica, ma manca l’offerta”. E penso che chi proviene da un certo tipo di territori a vocazione turistica è condannato a vivere alla ricerca di un difficile equilibrio, quello tra l’orgoglio di mostrare le bellezze della propria terra allo straniero e quello di rifuggire le logiche predatorie, l’affollamento, la barbarie racchiuse in quello che negli ultimi anni ha preso il nome di overtourism.

sabato 12 settembre 2026

Viaggio Cilento - 3. C'era una volta l'estate

 Copersito (SA), 18/8/2026



Il comune di Torchiara ha due frazioni contigue, difficile capire dove finisce la prima e comincia la seconda. Sant’Antuono (scritto proprio così) è situato in cima ad un crinale, le sue costruzioni sono mediamente più moderne e si trovano tutti i servizi essenziali, in buona parte concentrati nello slargo detto “Mercatiello”, dove ieri abbiamo cenato con pizza, frittata di pasta e una specie di torta caprese. Copersito è disposto sul versante sottostante ed è caratterizzato dalla presenze di diverse antiche ville con parco ed altre costruzioni in pietra, in buona parte ristrutturate di recente a fini turistici grazie a contributi della Regione Campania (tra cui anche la nostra casa). E’ un posto molto tranquillo e ieri sera, camminando fino alla chiesa, ho incontrato più gechi che persone.



La cittadina più vicina è Agropoli e la spiaggia è quella di Trentova, incastonata tra l’abitato, dal quale la separa lo scoglio di Trentova, e le montagne che caratterizzano la costa fino a Punta Tresino. La baia è un misto di ciottoli, sabbia e scogli, abbastanza lunga ma stretta, con un minuscolo bar, un lido e una costruzione lasciata a metà (la rete da cantiere lascia sperare che l’interruzione dei lavori sia solo momentanea).

La corrente oggi porta un po’ di alghe, complice il temporale notturno, ma la temperatura del mare, come mi è capitato ovunque quest’estate, è decisamente troppo calda. La differenza rispetto allo scorso anno è sensibile e quasi non si trova ristoro a fare il bagno. C’era una volta l’estate, titolava un articolo letto qualche giorno fa. Ed i bagni rinfrescanti, aggiungo. Non riesco a sopportare l’idea che ci stiano togliendo tutto questo.





Riguardo ad Agropoli, lasciati alle spalle i quartieri residenziali (e provando a fare lo stesso con i pensieri negativi) ed imboccata la salita degli scaloni per il centro storico ci si rende conto che valeva la pena di salire quei gradini. Dopo un gelato alla delizia al limone e ricotta e pere poi si apprezza ancora di più e si hanno le energie per la visita al Castello Angioino, dal quale la vista spazia su tutto il golfo, sulla costa rettilinea della Piana del Sele, fino alle alture della Penisola Sorrentina e a Capri in lontananza.




sabato 5 settembre 2026

Viaggio Cilento - 2. Già spunti per i prossimi viaggi

 Copersito (SA), 17/8/2026


Arrivare a Monteleone d’Orvieto il giorno del palio ha il suo fascino, anche se i festeggiamenti che si protraggono fino a tarda notte sono l’altro lato della medaglia ed il sonno ne risente. Va detto che nel tempo trascorso in paese – complessivamente meno di 24 ore – incontriamo la festa ma anche… la morte. Un funerale nella Collegiata dei SS. Pietro e Paolo (di cui, proprio per questa ragione, non riusciremo ad ammirare i dipinti del Perugino), giusto dalla parte opposta dello stretto corso centrale, ci fa sentire a disagio nell’uscire con i borsoni a tracolla. Sgattaioliamo pertanto di soppiatto per una passeggiata tra la porta Nord, il pozzo medievale, la Torre dell’Orologio e la spettacolare vista dalla terrazza situata nei pressi della porta Sud. Il paese è molto ben conservato e frequentato da parecchi stranieri. L’inglese è una lingua molto parlata per strada, anche tra alcuni figuranti del corteo del palio. Francese è l’autore del libro fotografico che abbiamo sfogliato nel nostro appartamento. Norvegese è il benefattore che ha finanziato la ristrutturazione del teatro, non ancora completata. Stranieri che hanno adottato – o si sono lasciati adottare – dal borgo.

Stranieri non siamo, ma facciamo fatica a lasciare Monteleone per proseguire il cammino. Come noi anche Leonardo e Martina, conquistati dal nostro piccolo ma accogliente appartamento. Già spunti per i prossimi viaggi, come ci eravamo ripromessi.



L’abbiamo tirata lunga, ma riusciamo comunque ad arrivare in Ciociaria per l’ora di pranzo. Il compianto amico Luca avrebbe potuto darmi le indicazioni del caso, magari ci si sarebbe potuti incontrare da queste parti, parlare dei film visti, dell’ultimo di Virzì e de Le città di pianura e invece…. Guardiamo avanti, e davanti a noi c’è il profilo di Anagni, “città dei Papi”. Confesso che ho bisogno di un ripasso di storia per rinfrescare la memoria sullo “schiaffo di Anagni”, oltre che sulla provenienza anagnina di due pontefici.



Abbiamo cambiato scala: più che borgo siamo in una cittadina, che ci appare piuttosto dormiente: sarà il lunedì, sarà che molti locali sono chiusi per ferie, sarà che altri sembrano avere abbassato le serrande per sempre. Però tra pochi giorni ci sarà la ricorrenza del patrono San Magno, molto sentita in città, e nei discorsi che captiamo mentre mangio i miei strozzapreti all’anagnina cacio e pepe c’è un certo fermento.



Risaliamo Strada Vittorio Emanuele fino al suggestivo Parco della Rimembranza, una sorta di giardino terrazzato ai piedi della centralissima Piazza Cavour. Non completiamo la visita come vorremmo perché anche oggi il cielo si annuvola. Il temporale, però, stavolta non arriva ed arriviamo asciutti in Cilento prima di cena.



giovedì 3 settembre 2026

Viaggio Cilento - 1. In alto i bicchieri per Francesco Guccini

 Monteleone d’Orvieto (TR), 16/8/2026


Giuro che non si tratta della solita necrofilia letteraria: Un disco dei Platters di Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli l’avevo ordinato pochi giorni prima della dipartita del “Maestrone”. Ci ero arrivato un po’ per caso, stavo cercando informazioni sulla meta del prossimo viaggio estivo ed avevo letto che il protagonista del libro ha origini cilentane. In realtà il Cilento non viene praticamente nominato, ma la scelta di portarlo come lettura durante il viaggio acquisisce un senso già alla prima tappa, vista l’ambientazione fortemente tosco-emiliana.

Castiglione dei Pepoli me lo avevano descritto come località turistica per bolognesi un po’ in declino ma la prima impressione, almeno in alta stagione, è quella di un centro piuttosto attivo, anche solo leggendo locandine e manifesti delle varie iniziative che si tengono in questi giorni in zona, tra le quali anche una manifestazione dedicata per l’appunto a Francesco Guccini, scomparso pochi giorni fa, che viveva non molto distante da qui, a Pavana, oltre i laghi di Brasimone e Suviana.

Quando arriviamo i negozi – alcuni con un gusto vagamente retrò – sono ancora aperti. Resistiamo davanti al fornitissimo negozio di giocattoli, ma cediamo al mercatino vintage del Parco della Rimembranza: i bambini si giocano nelle prime 12 ore il bonus “regalino” della vacanza.

Il nostro itinerario parte dalla Torretta, prosegue lungo la centralissima via San Lorenzo, tocca Piazza della Libertà e si chiude, appunto, al Parco della Rimembranza. C’è tempo per un tagliere di salumi di selvaggina e un budino alle castagne, poi scoppia il temporale e tocca rifugiarci in macchina, comunque contenti per aver scelto di sostare proprio qui.




D’altra parte questo era il nostro intento: viaggio lento verso il Cilento - gioco di parole che leggeremo con varie declinazioni nei prossimi giorni e che quindi chiudo qui – con tappe all’andata e al ritorno che possano offrirci spunti per le future occasioni. In questo senso non ci delude nemmeno Monteleone d’Orvieto, a partire dalla gentilissima accoglienza della signora Monica. Arriviamo nella giornata conclusiva del Palio del Carro ma lei è prodiga di consigli su come orientarci durante la nostra permanenza, nonostante sia impegnata al servizio ai tavoli. Nella mattinata mi aveva inviato il programma della concomitante Sagra degli Umbrichelli e durante il pomeriggio, all’avvicinarsi delle colline umbre, già meditavo sulla scelta, poi ricaduta su un ragù di chianina.




Il Palio è davvero ben organizzato e richiama un gran numero di figuranti. Essendo alloggiati nel centralissimo Corso Vittorio Emanuele II viviamo appieno il lungo corteo. Leo è spaventato dal rullare dei tamburi e dalle urla del boia, ma poi esce sull’uscio per ammirare le ragazze in abiti medievali. Martina è entusiasta e non si perde nulla: uomini a cavallo, sputafuoco, damigelle… Appena il corteo si chiude lei e Sara lo seguono e raggiungono il Campo gara. Io e Leonardo le raggiungiamo pù tardi, giusto in tempo per assistere alla chiusura della gara, alla proclamazione del vincitore ed alle celebrazioni.

Ed infine, dopo una lunga attesa, ecco il nostro meritato piatto di umbrichelli, accompagnato dal buon rosso di una cantina locale. E ritornando per un momento alla nostra tappa mattutina, in alto i bicchieri per Francesco Guccini.



venerdì 27 settembre 2024

Tra Genova e Sori

 Un nuovo nome nel nostro elenco delle località visitate (stavolta da tutti noi) lo aggiungiamo in un fine settimana di metà giugno.

Abbiamo un paio di commissioni da fare a Genova e ne approfittiamo per un week-end: pernottiamo in un grazioso appartamento a Campo Pisano, uno dei nostri angoli preferiti della città, anche se un po' sottosopra a causa di cantieri vari. Siamo comunque molto vicini alla fermata metro di Sarzano e alla prima delle nostre mete, la gioielleria My Golden Age, poco dietro la chiesa di San Donato.

La stagione fa venire voglia del primo bagno in mare, anche se la temperatura, il vento, le nuvole che vanno e vengono e le onde alte ci impediscono di fare una vera nuotata. In ogni caso i bambini si divertono, noi ci facciamo una passeggiata per Sori (ecco la novità di questo viaggio), io assaggio la cima alla genovese (piatto abilmente cantato da Fabrizio De André) e un'ottima pinolata.

Il nostro appartamento è anche a due passi dai Giardini Luzzati, vivace centro culturale della città vecchia: finisco ad un concerto in mezzo a tifosi genoani, nell'ambito della giornata organizzata per ricordare Edo, ragazzo rossoblù scomparso nel 2002.

La domenica andiamo ai magazzini del cotone per una mostra sulle illusioni e poi all'Acquario per la nostra seconda, importante commissione: cortesemente ci fanno accedere solamente allo shop per ricomprare la tartaruga rosa di peluche per Martina, scomparsa in circostanze misteriose la scorsa estate dopo la visita della primavera 2023. 

Torniamo in un ristorante che avevamo sotto casa in occasione della nostra prima visita a Genova, in via della Maddalena: tutto ancora più buono di quanto ricordavamo.




venerdì 20 settembre 2024

Salerno


Da quando sono nati i gemelli ho cominciato a stilare un elenco di tutte le località da loro visitate.

In questo elenco Salerno non c'è, e nemmeno in un mio immaginario elenco personale che un giorno forse ricostruirò.

C'è invece in quello di Sara, che a margine di un convegno è riuscita a scattare queste foto.