domenica 1 novembre 2026

Flashback corso - 3. Il dito e la luna

 

Capiamo subito che i nostri appunti, che contemplavano la visita di circa metà del territorio corso, li possiamo stracciare. Le due settimane scarse a nostra disposizione saranno sufficienti a malapena per visitare le zone principali di Capo Corso. Che poi, nell’immaginario italiano, sarebbe “il dito”, ovvero la lunga penisola a nord di Bastia.

Il programma è semplice. Quando non vogliamo prendere la macchina scendiamo alla spiaggia sotto casa, la graziosa caletta di Miomo mai affollata, per quanto attrezzata con alcuni giochi galleggianti per bambini (i nostri si affezionano particolarmente ad un gonfiabile giallo e verde con disegnata sopra una rana, che per loro diventa subito “Cra-cra”).

Chiariamo poi un equivoco: come già detto la nostra casa è a Miomo, e non a Lavasina, come era riportato in internet. Lavasina è un altro borgo costiero, il primo che si incontra andando verso nord, anch’esso con la sua caletta.



Dopo Lavasina ecco Erbalunga: la spiaggia ci colpisce meno di altre, ma il paese promette bene: torneremo presto.

La strada che sale verso Capo Corso è spettacolare: nei primi giorni, oltre ai paesi già menzionati, saliamo fino a Macinaggio, l’ultimo centro della costa orientale. Da qui partono diversi percorsi. Noi non raggiungiamo la spiaggia di Tamarone ma ci fermiamo in quella a nord del paese, ampia e sabbiosa, poco affollata e con particolari depositi di posidonia.



Più raccolta (e quindi con maggiore concentrazione di bagnanti) è Marina di Meria, piccola caletta con un misto di sabbia e sassi, minuscolo paese alle spalle e una torre all’orizzonte simile a quella di Miomo.



Scopro che anche la lista dei vini corsi è particolarmente ricca e, al pari delle località da visitare, sarà meglio concentrarsi sulle etichette locali per accompagnare le nostre cene spartane a base di formaggi e salumi locali, che si dimostrano all’altezza. Il rosé sorseggiato al rientro da Meria è traditore, va giù che è un

giovedì 29 ottobre 2026

Flashback corso - 2. ...Al porto di Bastia

 

Il viaggio in nave entusiasma Leonardo e Martina, quattro ore circa in cui si scatenano, in particolare, nell’area bambini, mentre il nostro sguardo corre fuori nel blu, tra le isole dell’arcipelago toscano. Poi, solo mare, finché non scorgiamo il profilo della costa corsa e le case di Bastia che si avvicinano sempre più.

 


Il nostro primo “incontro” avviene nell’immensa Place St. Nicholas, a due passi dal porto: la statua di un leone blu installata nel bel mezzo della piazza, sulla quale i bambini giocano fino allo sfinimento. Scopriremo che questa è solo una delle opere dello scultore Richard Orlinsky, temporaneamente collocate in vari punti della città e del territorio circostante.

Dopo nemmeno un'ora incontriamo infatti un gorilla rosso nel vecchio porto, l’accogliente baia nel cuore di Bastia. Per oggi ci dedichiamo alla parte bassa del centro storico, tra i negozi di Rue Napoleon e delle stade parallele ed i bar e ristoranti situati sulle rive del Vieux Port, dove mi concedo un piatto di pesce e provo a rimettere in moto il mio francese un po’ arrugginito.



L’appuntamento con Jean-Paul, il proprietario di casa, è a Miomo, circa 5 km a nord della città, ai piedi dell’orso bianco… ovviamente si tratta di un’altra statua di Orlinsy! Sarà la quarta, visto che lungo la strada, a Pietranera, c’è anche un cavallo.

“Che bella casetta!”, ci dice Martina appena arrivati. A noi, per dirla tutta, lo stabile sembra piuttosto fatiscente, però l’interno è accogliente e Jean-Paul è prodigo di consigli su cosa visitare in zona. Lui non vive più a Miomo ma a Bastia: si intuisce comunque un legame forte con la propria terra.


Una volta rimasti soli usciamo sulla terrazza e studiamo la situazione. Sotto di noi corre la strada che da Bastia porta a Capo Corso, moderatamente trafficata ma non al punto da lasciare prevedere una notte turbata dal rumore delle auto. Dal nostro lato della strada un bar-ristorante con veranda sotto i platani ed una forneria. Dall’altra parte un negozio di alimentari e, dopo un passaggio pedonale lungo non più di 20 metri che costeggia la torre, ecco la spiaggia sassosa. Direi che non è poco.



giovedì 22 ottobre 2026

Flashback corso - 1. Dal porto di Livorno

Tra pandemie, malattie, problemi familiari ed eventi meteo estremi, i nostri rientri dai viaggi estivi, soprattutto negli ultimi anni, sembrano avvolti da una sorta di maledizione.

Nel 2025 non c’è stata la supercella dell’anno successivo; eppure, da Pisa a Cremona, una pioggia fortissima ed incessante ci ha costretto a non superare gli 80 km/h in autostrada. Il mattino dopo, aprendo le finestre di casa, abbiamo scoperto che il salice piangente di fronte a casa era rimasto colpito, e la parte centrale delle sue branche risultavano spezzate.

Un grosso dispiacere, ma la natura spesso riesce a sopravvivere anche alla nostra incuria, e mi consolo oggi nel rivederlo in ripresa.

Ma tornando al 2025… abbiamo ripreso l’abitudine di aggiornare il nostro blog per non dimenticare gli incontri, i dettagli, le sensazioni dei nostri viaggi. E per riviverli anche a casa. Nel fare questo mi rendo conto che non abbiamo parlato della Corsica: lo faremo adesso, in una sorta di flashback. O di racconto circolare, visto che abbiamo già accennato la conclusione.



A partire dalla ormai consueta tappa a Pontremoli, per una passeggiata nel bel borgo della Lunigiana e per pranzare con testaroli al pesto e qualche amor prima del caffè.



Arriviamo a Livorno (sì, sono passato al presente, ormai sono di nuovo in viaggio!) verso la metà del pomeriggio. Confermo l’impressione avuta qualche anno fa: non sarà bella, ma ha personalità. E poi, una passeggiata per Venezia Nuova all’ora dell’aperitivo ci sta proprio. Entriamo nella Fortezza, cosa che non avevamo fatto in occasione della precedente visita, e poi ceniamo con cozze alla livornese.



Ci imbarchiamo nel vicino porto che è già buio. Abbiamo scoperto questa formula che con un piccolo sovrapprezzo ci consente di trascorrere la notte sulla nave ormeggiata per poi partire l’indomani nel primo mattino. Dal porto di Livorno cantato da Piero Ciampi partiremo alla volta di Bastia.

 

sabato 17 ottobre 2026

Cose che so di Saragozza

 Cose che sapevo di Saragozza:

-      E’ la capitale dell’Aragona;

-      Qui si sono formati gli Héroes del Silencio, gruppo rock iberico da esportazione noto negli anni ’90 (se il nome non vi dice nulla, riascoltatevi Entredos tierras);

-      Il Real Zaragoza, pur vantando un buon palmares, non gioca nella prima serie calcistica spagnola dal 2013, sprofondando in terza serie pochi mesi fa;

-      Esiste un’omonima località in Comune di Montodine (CR).

Le cose che non sapevo me le ha raccontate Sara di rientro dalla sua trasferta di lavoro. E’ partita nel giorno in cui, ironia della sorte, io per lavoro mi trovavo poco distante dalla Saragozza situata nel territorio provinciale ed è rientrata pochi giorni più tardi, dopo un passaggio da Barcellona, portando con sé racconti e fotografie.