Copersito (SA), 25/8/2026
La fama di Palinuro, forse la
località più conosciuta del Cilento, ci ha spinto a rimandare la visita verso
la fine del mese. Eccoci dunque percorrere la superstrada in direzione Sapri.
Abbiamo così modo di osservare il paesaggio dell’interno che muta, facendosi
più boscoso dalle parti del monte Gelbison e di Vallo della Lucania. Quando poi
svoltiamo verso Palinuro ulteriore cambiamento dell’ambiente circostante,
caratterizzato dall’ampio greto ghiaioso del Mingardo che solca un ampia
vallata, a dispetto della portata che, complice la stagione estiva, è molto
ridotta.
I turisti che dal nord Italia
scendono in Cilento preferiscono venire da queste parti: mentre mangio i miei
calamari ripieni ascolto i discorsi dei vicini di tavolo torinesi. Martina e
Leonardo invece fanno amicizia con due bambini che si qualificano come abitanti
della provincia di Monza e Brianza.
Va detto che Palinuro in sé non
offre particolari tipicità rispetto ad altri borghi della zona, ma la sua fama
è dovuta alla bellezza della costa circostante, dove si trova una lunga serie
di grotte sottomarine, raggiungibili in barca e tramite gite organizzate, e
alcune spiagge particolari come quella del Buon Dormire e quella dell’Arco
Naturale. Raggiungiamo proprio quest’ultima, ritrovando il Mingardo in
prossimità della foce. Un ponticello pedonale in legno consente di
attraversarla, e al di là del canneto e delle barche ormeggiate scorgiamo una
lunga spiaggia, ma noi rimaniamo sulla sponda destra e superato un breve tratto
di costa attraversiamo l’arco.
Un elicottero dei Vigili del
Fuoco volteggia in continuazione sulle nostre teste. Scopriamo che c’è un
incendio pochi chilometri all’interno, anche se da qui non vediamo il fumo.
Effettivamente, tra tutti gli effetti del cambiamento climatico, tra le ondate
di calore ed il surriscaldamento delle acque marine, per ora il fuoco ci aveva
risparmiato.
Di nuovo, guardiamo il blu
davanti a noi, cercando di riconciliarci con questo pianeta malato. Facciamo
conoscenza con T e F, una coppia che si rivela particolarmente premurosa con i
nostri bambini. Avranno una decina d’anni in più di noi. Lei campano e lui
umbra, è inevitabile ripercorrere insieme le tappe del nostro viaggio. Ci
raccontano qualcosa del loro, “una vacanza rilassante”, ci dicono, che però a
me sembra non mancare di una certa dose di avventura. Mi incuriosiscono, vorrei
fargli un sacco di domande, ma poi li osservo abbracciarsi con l’entusiasmo di
una coppia di ventenni… ad un certo punto lei se ne va, e lui rimane a guardare
l’orizzonte in posa meditativa. Non voglio essere invadente e non voglio
turbare quell’equilibrio. Mi rimetto anche io a guardare l’orizzonte, pensando
come a volte un piccolo ed inaspettato gesto di gentilezza può cambiare la
giornata.


















