giovedì 3 settembre 2026

Viaggio Cilento - 1. In alto i bicchieri per Francesco Guccini

 Monteleone d’Orvieto (TR), 16/8/2026


Giuro che non si tratta della solita necrofilia letteraria: Un disco dei Platters di Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli l’avevo ordinato pochi giorni prima della dipartita del “Maestrone”. Ci ero arrivato un po’ per caso, stavo cercando informazioni sulla meta del prossimo viaggio estivo ed avevo letto che il protagonista del libro ha origini cilentane. In realtà il Cilento non viene praticamente nominato, ma la scelta di portarlo come lettura durante il viaggio acquisisce un senso già alla prima tappa, vista l’ambientazione fortemente tosco-emiliana.

Castiglione dei Pepoli me lo avevano descritto come località turistica per bolognesi un po’ in declino ma la prima impressione, almeno in alta stagione, è quella di un centro piuttosto attivo, anche solo leggendo locandine e manifesti delle varie iniziative che si tengono in questi giorni in zona, tra le quali anche una manifestazione dedicata per l’appunto a Francesco Guccini, scomparso pochi giorni fa, che viveva non molto distante da qui, a Pavana, oltre i laghi di Brasimone e Suviana.

Quando arriviamo i negozi – alcuni con un gusto vagamente retrò – sono ancora aperti. Resistiamo davanti al fornitissimo negozio di giocattoli, ma cediamo al mercatino vintage del Parco della Rimembranza: i bambini si giocano nelle prime 12 ore il bonus “regalino” della vacanza.

Il nostro itinerario parte dalla Torretta, prosegue lungo la centralissima via San Lorenzo, tocca Piazza della Libertà e si chiude, appunto, al Parco della Rimembranza. C’è tempo per un tagliere di salumi di selvaggina e un budino alle castagne, poi scoppia il temporale e tocca rifugiarci in macchina, comunque contenti per aver scelto di sostare proprio qui.




D’altra parte questo era il nostro intento: viaggio lento verso il Cilento - gioco di parole che leggeremo con varie declinazioni nei prossimi giorni e che quindi chiudo qui – con tappe all’andata e al ritorno che possano offrirci spunti per le future occasioni. In questo senso non ci delude nemmeno Monteleone d’Orvieto, a partire dalla gentilissima accoglienza della signora Monica. Arriviamo nella giornata conclusiva del Palio del Carro ma lei è prodiga di consigli su come orientarci durante la nostra permanenza, nonostante sia impegnata al servizio ai tavoli. Nella mattinata mi aveva inviato il programma della concomitante Sagra degli Umbrichelli e durante il pomeriggio, all’avvicinarsi delle colline umbre, già meditavo sulla scelta, poi ricaduta su un ragù di chianina.




Il Palio è davvero ben organizzato e richiama un gran numero di figuranti. Essendo alloggiati nel centralissimo Corso Vittorio Emanuele II viviamo appieno il lungo corteo. Leo è spaventato dal rullare dei tamburi e dalle urla del boia, ma poi esce sull’uscio per ammirare le ragazze in abiti medievali. Martina è entusiasta e non si perde nulla: uomini a cavallo, sputafuoco, damigelle… Appena il corteo si chiude lei e Sara lo seguono e raggiungono il Campo gara. Io e Leonardo le raggiungiamo pù tardi, giusto in tempo per assistere alla chiusura della gara, alla proclamazione del vincitore ed alle celebrazioni.

Ed infine, dopo una lunga attesa, ecco il nostro meritato piatto di umbrichelli, accompagnato dal buon rosso di una cucina locale. E ritornando per un momento alla nostra tappa mattutina, in alto i bicchieri per Francesco Guccini.



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