sabato 17 ottobre 2026

Cose che so di Saragozza

 Cose che sapevo di Saragozza:

-      E’ la capitale dell’Aragona;

-      Qui si sono formati gli Héroes del Silencio, gruppo rock iberico da esportazione noto negli anni ’90 (se il nome non vi dice nulla, riascoltatevi Entredos tierras);

-      Il Real Zaragoza, pur vantando un buon palmares, non gioca nella prima serie calcistica spagnola dal 2013, sprofondando in terza serie pochi mesi fa;

-      Esiste un’omonima località in Comune di Montodine (CR).

Le cose che non sapevo me le ha raccontate Sara di rientro dalla sua trasferta di lavoro. E’ partita nel giorno in cui, ironia della sorte, io per lavoro mi trovavo poco distante dalla Saragozza situata nel territorio provinciale ed è rientrata pochi giorni più tardi, dopo un passaggio da Barcellona, portando con sé racconti e fotografie.



















venerdì 16 ottobre 2026

Viaggio Cilento - 13. Prima della supercella

 

Cremona, 28/8/2026

 

 

Per Cremona la data del 28 agosto rimarrà legata all’evento estremo (ho scoperto dall’articolo pubblicato da qualche esperto che si trattava tecnicamente di una supercella a mesociclone) che ha devastato la città ed il territorio circostante, scoperchiando case, danneggiando circa diecimila auto, abbattendo almeno un migliaio di alberi ed arrivando a colpire monumenti simbolo come il Duomo ed il Palazzo Comunale. In queste sole due settimane ci siamo trovati a più riprese a confrontarci con gli effetti della crisi climatica, ma non pensavamo di (o speravamo di non) arrivare a questo punto. Durante una sosta del viaggio di rientro, all’altezza di Modena, ci sono arrivate le prime, devastanti immagini. Costretti dal traffico intenso ad un percorso alternativo, siamo entrati nel territorio cremonese da Calvatone e già lì ci siamo trovati di fronte ad alberi abbattuti e ad uno scenario da film americano.

Prima del temporale, cantava Enrico Ruggeri: voglio che questo racconto di un viaggio comunque bello si fermi dunque prima della supercella, o di quel che era.

 

Fermiamolo dunque a Faella, estremo nord della provincia di Arezzo. La Toscana era l’unica delle regioni attraversate in cui non avevamo ancora fatto sosta. Se le Balze del Valdarno le vediamo solo dall’auto (paesaggio comunque suggestivo), la trattoria vecchio stile dove mangio una pasta con ragù di coniglio è un esperienza degna di essere vissuta.

 

Ci rimettiamo in moto ma siamo costretti ad aggirare Firenze sul lato nord-est, lungo un bel percorso in parte affrontato qualche anno fa scendendo nel Casentino, prima di rientrare in autostrada. Prima del traffico. Prima della supercella, appunto.

sabato 10 ottobre 2026

Viaggio Cilento - 12. Il profilo di Gallese

 Gallese (VT), 27/8/2026

 

 

Che Cristo si è fermato ad Eboli lo sappiamo bene da Carlo Levi. La questione è affrontata a suo modo anche da Domenico Rea in uno scritto del 1957, pubblicato nel volume di Luisa Cavaliere intitolato Cilento – Una guida emozionale da Paestum e Velia, che sta accompagnando Sara in questo viaggio. Un libro che attraversa questa terra sotto molteplici aspetti e che ci è risultata utile per la nostra visita.

Tornando a Domenico Rea, per lui Cristo avrebbe dovuto fermarsi ancora prima, a Battipaglia, ultimo baluardo di civiltà secondo i racconti di alcuni suoi conoscenti: ma lui decise ugualmente di scendere verso il Cilento, rimanendo piacevolmente sorpreso prima di tutto sotto l’aspetto umano.

Oggi sembra anche a noi che Cristo si sia fermato... a Battipaglia. Solo che il viaggio lo stiamo facendo in senso inverso. Sarà il traffico che ci costringe ad affrontare a bassissima velocità la Piana del Sele, ulteriormente peggiorato (scopriremo dopo un coda che ci pare infinita) dal ribaltamento di un camion di pomodori sulla rampa di accesso all’autostrada, ma siamo tutti particolarmente insofferenti. Martina deve vomitare, così siamo pure costretti ad una sosta nella periferia di Battipaglia, e di fronte a certe brutture architettoniche viene voglia di vomitare anche a me. Per una volta non vedo l’ora di mettere più chilometri possibile dietro di noi.

 

In viaggi come questo bastano tre ore di auto ed alla prima sosta si viene catapultati in un nuovo microcosmo. Ce ne accorgiamo facendo il pieno tra Civita Castellana e Gallese, mentre un uomo sui quaranta racconta in marcato accento laziale improbabili avventure motociclistiche al benzinaio, che dal canto suo sembra subire in silenzio.

Pochi chilometri ed eccoci in vista del profilo di Gallese, a prima vista più integro di quello della vicina Orte che disturbò Pasolini al punto da mostrarlo come esempio nell’ancora attuale La forma della città.

 

Entrati in paese ci sembra che il centro sia genuino, non patinato ma tutto sommato vissuto. Certo, c’è dell’abbandono: “molti giovani sono scesi nei paesi a valle, oppure a Viterbo”, ci raccontano la signora Carla e un’amica mentre passeggiano per il centro. Eppure il borgo sembra ben conservato e, complice la serata estiva, nella piazza davanti al castello c’è parecchia gente. Ci sediamo per un aperitivo mentre i bambini giocano con amici appena conosciuti all’ultima ombra delle grosse paulonie e sui gradini della fontana. Aspettiamo che arrivi la sera e lasciamo i tavoli liberi per il torneo di tressette, prima di terminare il giro del centro e rientrare nell’appartamento che, come già accaduto la prima notte, conquista all’istante Martina e Leonardo: i due già ci chiedono se possiamo tornare anche qui e passarci più tempo. Io rispondo di sì, che lo faremo.



 

 


giovedì 8 ottobre 2026

Viaggio Cilento - 11. Cose da fare in Cilento

 Copersito (SA), 26/8/2026

 

 

Rileggiamo l’elenco delle cose da fare in Cilento redatto prima della partenza: come al solito era troppo ottimista e sovrabbondante, ma tutto sommato, nel nostro ultimo giorno di permanenza in Campania, possiamo dirci soddisfatti. Certo, ci vorrebbe un altro viaggio, magari centrato sulla parte più meridionale di quest’area molto vasta… Perché no?

 

Oggi però preferiamo il riposo in vista del viaggio dei prossimi due giorni. Lasciamo scegliere ai bambini una spiaggia vicino a casa dove trascorrere la giornata. Martina decide per il ritorno a Trentova, e devo dire che la scelta è azzeccata. Scendendo in direzione ovest, verso gli scogli, la baia ci sembra molto più bella del primo giorno. Certo, la spiaggia non è molto spaziosa, ma continuiamo ad entrare ed uscire dall’acqua e vorremmo che la giornata non finisse mai.

 


 

Ma la sera, come è giusto che sia, arriva. Poco male: arriva anche l’orario di cena. Ritorniamo a Torchiara perché le provviste sono finite. Mentre aspettiamo scambiamo due parole con una coppia napoletana. Pensionati da poco, negli ultimi anni hanno acquistato una casa in pietra a Prignano e l’hanno ristrutturata “seguendo l’architettura tipica del luogo”, come ci tengono a dire. Amano il mare e hanno scelto un luogo comodo da raggiungere, a poco più di un’ora da casa, ma il mese di agosto lo trascorrono principalmente a godersi il fresco in paese, evitando la spiaggia: si intuisce una sorta di distacco dal turismo di massa. Forse può sembrare aristocratico, forse un po’ snob. Ma non è la stessa cosa che abbiamo cercato noi, che snob o aristocratici certo non siamo?

 

Arriva infine la cena: mulignane (melanzane) ed alici abbottonate (ripiene) e cannoli come si usano da queste parti, con crema pasticcera e cioccolato. E anche stasera spunteremo altre righe dall’elenco delle cose da fare in Cilento.

domenica 4 ottobre 2026

Viaggio Cilento - 10. Piccoli gesti di gentilezza

 Copersito (SA), 25/8/2026

 

 

La fama di Palinuro, forse la località più conosciuta del Cilento, ci ha spinto a rimandare la visita verso la fine del mese. Eccoci dunque percorrere la superstrada in direzione Sapri. Abbiamo così modo di osservare il paesaggio dell’interno che muta, facendosi più boscoso dalle parti del monte Gelbison e di Vallo della Lucania. Quando poi svoltiamo verso Palinuro ulteriore cambiamento dell’ambiente circostante, caratterizzato dall’ampio greto ghiaioso del Mingardo che solca un ampia vallata, a dispetto della portata che, complice la stagione estiva, è molto ridotta.

 

I turisti che dal nord Italia scendono in Cilento preferiscono venire da queste parti: mentre mangio i miei calamari ripieni ascolto i discorsi dei vicini di tavolo torinesi. Martina e Leonardo invece fanno amicizia con due bambini che si qualificano come abitanti della provincia di Monza e Brianza.

 


Va detto che Palinuro in sé non offre particolari tipicità rispetto ad altri borghi della zona, ma la sua fama è dovuta alla bellezza della costa circostante, dove si trova una lunga serie di grotte sottomarine, raggiungibili in barca e tramite gite organizzate, e alcune spiagge particolari come quella del Buon Dormire e quella dell’Arco Naturale. Raggiungiamo proprio quest’ultima, ritrovando il Mingardo in prossimità della foce. Un ponticello pedonale in legno consente di attraversarla, e al di là del canneto e delle barche ormeggiate scorgiamo una lunga spiaggia, ma noi rimaniamo sulla sponda destra e superato un breve tratto di costa attraversiamo l’arco.

Un elicottero dei Vigili del Fuoco volteggia in continuazione sulle nostre teste. Scopriamo che c’è un incendio pochi chilometri all’interno, anche se da qui non vediamo il fumo. Effettivamente, tra tutti gli effetti del cambiamento climatico, tra le ondate di calore ed il surriscaldamento delle acque marine, per ora il fuoco ci aveva risparmiato.

 


Di nuovo, guardiamo il blu davanti a noi, cercando di riconciliarci con questo pianeta malato. Facciamo conoscenza con T e F, una coppia che si rivela particolarmente premurosa con i nostri bambini. Avranno una decina d’anni in più di noi. Lei campano e lui umbra, è inevitabile ripercorrere insieme le tappe del nostro viaggio. Ci raccontano qualcosa del loro, “una vacanza rilassante”, ci dicono, che però a me sembra non mancare di una certa dose di avventura. Mi incuriosiscono, vorrei fargli un sacco di domande, ma poi li osservo abbracciarsi con l’entusiasmo di una coppia di ventenni… ad un certo punto lei se ne va, e lui rimane a guardare l’orizzonte in posa meditativa. Non voglio essere invadente e non voglio turbare quell’equilibrio. Mi rimetto anche io a guardare l’orizzonte, pensando come a volte un piccolo ed inaspettato gesto di gentilezza può cambiare la giornata.

giovedì 1 ottobre 2026

Viaggio Cilento - 9. Di scogli e di sabbia

 Copersito (SA), 24/8/2026




Se si parla di spiagge, sarà l’imprinting ricevuto in tenera età (le Cinque Terre, l’Istria), sono più da scoglio che da sabbia. Però, se si rimane nell’ambito delle spiagge sabbiose, direi che quella di Paestum è una delle mie tipologie preferite. Per prima cosa a causa della presenza delle dune costiere, tra le quali sboccia il giglio di mare, un elemento di naturalità troppo spesso scomparso dalle nostre coste. Ma anche per la retrostante pineta, che consente di ripararsi all’ombra durante le ore più calde e consumare il nostro pic-nic a base di pizza al taglio e sfogliatelle acquistate in mattinata a Licinella. Pertanto, se passate dalla strada litoranea a sud della foce del Sele, consiglio di non fermarsi davanti all’apparente degrado di alcuni quartieri e di inoltrarsi nella pineta.

Oggi poi già registriamo un calo di presenze nella spiaggia, che pure è molto ampia, ed anche l’acqua ci sembra un po’ più fresca. Insomma, siamo ben contenti di essere tornati qui. Abbiamo dunque l’occasione di spendere qualche parola in più sull’Oasi Dunale di Paestum, gestita da Legambiente (nella pineta, oltre a pannelli divulgativi, si trovano alcune particolari installazioni a carattere ambientalista e pacifista).



La sera ce la godiamo nella nostra casa di Copersito, con le finestre aperte per goderci suoni della campagna e… le conversazioni dei vicini. L’anziana signora che abita in fondo alla scalinata ospita una ragazza inglese, probabilmente reduce da una delusione d’amore. “Dai retta a me: meglio sole che male accompagnate. Lo sai che vuol dire?” “Yes! It’s better alone then with a shit-man!”. Lezioni di vita.



domenica 27 settembre 2026

Viaggio Cilento - 8. Prendendo appunti #2

 Copersito (SA), 23/8/2026




Non solo mare: conosciamo altri modi per sfuggire al caldo di una domenica d’agosto, ed oggi ne sfruttiamo un paio.

Il primo è una carta che ci giochiamo spesso, in vacanza, quando ne abbiamo l’occasione: le grotte. Nel Cilento abbiamo la fortuna di poter scegliere: in particolare sono meritevoli di una visita quelle di Pertosa-Auletta e quelle di Castelcivita. Scegliamo le seconde perché sono le più vicine a Copersito. Abbiamo comunque circa un’ora di viaggio: le strade cilentane offrono bellissimi panorami ma i tempi di percorrenza sono piuttosto dilatati.



Esistono vari tipi di percorsi all’interno delle grotte: in aggiunta a quello turistico si può percorrere un tratto non illuminato, ed in questo caso vengono forniti dei caschetti col frontalino (questa opzione è possibile solamente in estate, perchè con l'arrivo dell'autunno il corso d'acqua sotterraneo che attraversa le grotte si alza di livello). C’è poi il percorso speleologico amatoriale (su prenotazione, mentre l’ultimo tratto delle grotte è percorribile solo dai ricercatori e dagli speleologi professionisti). Parliamo in totale di oltre 4 km di cavità sotterranee. Noi ci attrezziamo con i caschetti e ci inoltriamo in un percorso di durata superiore alle due ore. Nonostante siamo a cavallo dell’orario del pranzo, Leonardo e Martina sono così rapiti che non si lamentano nemmeno una volta.



Cosimo, ragazzo originario di Sapri e cremonese di adozione, bravo fotografo ed ideatore insieme a Cinzia del progetto Davicino, mi ha dato qualche spunto prima della partenza. Tra i paesi del suo elenco c’era anche Felitto, che è giusto sul nostro itinerario. Il centro storico offre diversi scorci pittoreschi, anche se forse non sarà in cima alle mie preferenze a fine viaggio. Ma da qui, dopo essermi concesso un babà con gelato, scendiamo la strada che porta alle gole del Calore.




Ecco la seconda strategia: chiare, dolci e fresche acque. Per sfuggire al Calore scendiamo… al Calore. Se la toponomastica sembra un controsenso basta mettere i piedi nelle acque del torrente e subito si cambia idea. Non siamo certo i soli: numerose famiglie e ragazzi della zona hanno avuto la stessa idea, ma proseguendo lungo il corso d’acqua si possono trovare anche luoghi più quieti. Rimaniamo sulla spiaggia di ciottoli anche quando il sole è già calato dietro le alte montagne che circondano le gole, per godere del clima di assoluta rilassatezza.



Rientriamo all’imbrunire, attraverso boschi in mezzo ai quali fanno la loro improvvisa comparsa diversi gruppi di cinghiali, fermandoci a pochi chilometri dal nostro appartamento, a Prignano Cilento. Appena arrivato a Copersito avevo notato infatti la locandina della festa del fico dottato, tipicità cilentana e di Prignano in particolare. La stessa varietà dell’immensa pianta del nostro giardino! Anche stasera prendo appunti per sperimentare a casa nuove ricette coi fichi. Ottimi i cavatelli con lo speck ordinati da Sara, ma anche la mia pizza cilentana fritta ed il vino locale. E si chiude di nuovo con musica tradizionale nello spiazzo intorno alla chiesa.



sabato 26 settembre 2026

Viaggio Cilento - 7. Prendendo appunti

 Copersito (SA), 22/8/2026



La scritta Oasi del fiume Alento in caratteri bianchi spicca sul verde del prato sotto la diga ed è ben visibile dalla SS18 percorsa ieri, invitandoci alla visita. Abbiamo infatti pensato che per il sabato e la domenica eviteremo la costa, e l’Oasi si trova a pochi chilometri da Copersito.


La lista delle attività che si possono fare nell’Oasi del fiume Alento è piuttosto lunga. Ci sono diversi animali in libertà in giro per l’area protetta (alpaca, anatre, oche sono i primi che incontriamo). L’area è attrezzata con un parco giochi per i bambini, situata nei laghetti a valle della diga. Per mangiare si può usufruire del ristorante o del bar, delle aree barbecue su prenotazione, o pranzare al sacco nelle aree pic-nic. Si possono praticare calcio e volley, birdwatching ed equitazione. Si possono noleggiare biciclette e green-car, oppure usufruire del bus elettrico e della visita guidata durante la quale verranno raccontati l’origine e la costruzione del bacino artificiale, le caratteristiche ed il funzionamento della diga, le peculiarità ambientali dell’area che è inserita all’interno della Rete Natura 2000. Sono poi possibili altre attività stagionali.



Quando viaggio sono abituato a prendere appunti, per poi portarmi qualcosa a casa: per esempio su alcuni dettagli per migliorare la casa o sistemare il giardino. Oppure appunti gastronomici, piatti assaggiati che voglio riproporre una volta tornato a casa, durante le cene tra amici. Ma all’Oasi del fiume Alento non posso che prendere spunti di carattere professionale, pensando al Bosco Didattico che gestiamo insieme ai colleghi: per quanto il nostro sito sia molto più piccolo, la visita è stata molto interessante anche sotto questo aspetto.


Ceniamo nella nostra casa in pietra con vista sulle colline cilentane, ma la sera ci rechiamo nel capoluogo comunale per la festa della birra. La location è l’ideale: un parco recintato nel centro di Torchiara, dove i bambini possono giocare in sicurezza e noi berci una birra fresca: siamo pur sempre in ferie, dopotutto. Ad accompagnarci, al nostro arrivo, un signore di 70 anni suonati canta al karaoke Champagne, facendoci sentire quasi come in una scena di un film di Virzì.

venerdì 25 settembre 2026

Viaggio Cilento - 6. Quale sud

 Copersito (SA), 21/8/2026



Non siamo ancora riusciti ad incontrare Andrea, il nostro host (oggi si dice così), che pure, al telefono, è stato prodigo di consigli, tra i quali la visita a Castellabate, quasi inevitabile visto che si trova a una manciata di chilometri da Copersito e che si tratta senza dubbio di un paese caratteristico: anche se le affluenze hanno avuto senza dubbio un boom dopo l’uscita di Benvenuti al sud, film di grande successo girato proprio a Castellabate ed uscito nel 2010. Si tratta del classico esempio di turismo indotto da film o serie televisive a cui Valentina Pigmei dedica un capitolo del suo libro Vero viaggio è il ritorno, presentato a Cerignale, in alta Val Trebbia, poche settimane fa, proprio nel giorno in cui, per caso, passavo da quelle parti.

“Siamo appena stati alla casa”, ci dice la coppia di ragazzi romani che stanno nell’appartamento poco sotto il nostro, incontrati ai piedi della salita al castello, dando per scontato il riferimento all’abitazione dove è costretto al trasferimento il dipendente postale interpretato da Claudio Bisio. “L’ufficio non ci sta, anzi, non c’è mai stato. Hanno solo messo fuori l’insegna per le riprese”, specifica poco dopo un abitante all’ennesimo (a giudicare dall’intonazione della risposta) turista che gli chiede indicazioni: probabilmente è pure scocciato perché per andarci davvero, in posta, deve scendere a Santa Maria.

Tutto sommato però il paese non ci sembra diventato eccessivamente turistico; o meglio, non essendoci mai stato e considerata la posizione, credo che una certa economia turistica ci fosse già prima. Incappiamo solamente in una mezza truffa (12€ per due coppette di gelato ed una bottiglia d’acqua, con scontrino fiscale emesso solo su insistente richiesta), mentre i fusilli al ragù cilentano ed i fiori di zucca fritti con vista sul mare sottostante valgono la pena ed hanno prezzi ragionevoli, dandoci modo di studiare dall’alto dove dirigerci nel pomeriggio.



“Qui teniamo un grosso problema: i Napoletani”, ci spiega un cilentano a Lago, località marina e frazione di Castellabate. “Ci sono brave persone, intendiamoci, però molti, con la scusa che portano i soldi, vengono qui invadendo la costa e comportandosi come se le regole che valgono, o meglio non valgono, nella loro città fossero uguali anche dalle altre parti”. Certe dinamiche sono diffuse ovunque, penso, tra gli abitanti della provincia e quelli della grande città: in Lombardia, sono i Milanesi, nel Lazio i Romani, in Puglia i Baresi… Non contraddico però il nostro interlocutore, che peraltro fa sfoggio di diversi simboli dell’U.S. Salernitana, sapendo che Napoli deve effettivamente essere per molti aspetti un mondo a parte, che non puoi capire se non ci vivi; ed io non ci sono mai stato, quindi mi taccio. Devo però notare che qui la spiaggia è più affollata che da altre parti.



Benvenuti al sud giocava con gli stereotipi Nord/Sud ed in qualche caso si divertiva a ribaltarli. Nell’Italia dei mille campanili già le identità regionali lasciano spesso il tempo che trovano, a maggior ragione il confronto tra settentrione e meridione. Benvenuti al sud è anche la frase che ci ha accolto stamattina sotto il cartello segnaletico all’ingresso di Castellabate, riprendendo la grafica della locandina del film di Luca Miniero. Già, ma quale sud?



Chi vuole immergersi in un atmosfera tipicamente meridionale può dirigersi verso Rutino, pittoresco paese a cinque minuti da Copersito, per la Notte dell’Angelo. Dopo avere lasciato l’auto lungo la SS18 ed essere saliti sul bus navetta che con efficienza nordica (e dai!) ci porta nel centro storico, assistiamo ad uno spettacolo di sbandieratori, artisti di strada, rappresentazione teatrale e al concerto dei Kiepò, gruppo musicale della tradizione popolare cilentana.



domenica 20 settembre 2026

Viaggio Cilento - 5. In memoria di Angelo Vassallo

 Copersito (SA), 20/8/2026



La scoperta di ieri sera è stata un rosso beneventano mosso, che in una serata estiva va giù che è un piacere. Il rosso frizzante, nell’immaginario collettivo, è più legato alle mie parti, alla Bassa Padana: ma oggi andiamo alla ricerca di affinità tra territori diversi.

Partiamo dalla toponomastica ricorrente: Vittorio Emanuele II per le due strutture in cui abbiamo pernottato finora, il graziosissimo monolocale di Monteleone d’Orvieto e l’appartamento di Copersito dove stiamo riuscendo a sfuggire dall’ennesima ondata di calore di quest’estate (la scelta si sta rivelando azzeccata): ma anche il ristorante di Anagni dove abbiamo pranzato il secondo giorno. Oltre che la mia sede lavorativa da un anno a questa parte, che in qualche modo mi insegue. Ma anche Parco delle Rimembranze, tra Castiglione dei Pepoli ed Anagni, ritorna. Così come nelle prime puntate stanno ritornando, mi fa notare Sara, parecchie persone scomparse… sarà l’età. Cercherò di parlare più dei vivi d’ora in poi.


Se devo scegliere la cosa che più sto apprezzando del Cilento, così su due piedi direi i paesaggi. Vero è che stiamo passando parecchio tempo in auto, ma è altrettanto vero che guidare su queste strade di montagna poco trafficate è un piacere e consente di ammirare panorami davvero suggestivi, come quelli di stamattina, attraversando l’interno per raggiungere la costa più a sud, a Marina di Casal Velino. Da qui risaliamo la costa fino a Pioppi.

Stavolta la toponomastica, più che ricorrere, è una suggestione padana. Ma dal punto di vista vegetazionale del paese ricorderemo le tamerici che incorniciano la piccola spiaggetta di ciottoli con vista fino a Capo Palinuro. Alle nostre spalle la passeggiata lungomare, qualche bar, ristorante e negozio, una doccia per rinfrescarci, insomma, tutto quello che ci serve.

Pioppi è frazione del comune di Pollica, così come Acciaroli, il paese del “sindaco-pescatore”. Angelo Vassallo è diventato famoso per avere tentato di difendere il paese dagli interessi degli speculatori promuovendo un modello di turismo sostenibile dal punto di vista ambientale. Probabilmente questa è stata anche la ragione del suo omicidio, avvenuto nel 2010, ma le indagini non hanno portato all’individuazione di un colpevole, né di un mandante.

Avevo promesso di non parlare più di faithful departed, come dicevano i Cranberries, e già mi smentisco, ma passando da queste parti è inevitabile confrontarsi con la figura di Angelo. La nostra visita sul territorio comunale si limita a Pioppi: per questioni di tempo non riusciremo infatti a risalire la costa fino ad Acciaroli. Però l’impressione è che il paese corrisponda all’idea che ne aveva il suo sindaco più celebre. Spero davvero che sia così e che gli abitanti riescano a portarla avanti, quest’idea. In memoria di Angelo Vassallo.



venerdì 18 settembre 2026

Viaggio Cilento - 4. Cilento, non Salento

 

Copersito (SA), 19/8/2026



Prima della partenza, quando raccontavo che sarei andato in Cilento, una delle risposte tipo era “Davvero! Bellissimo! Vai a Punta Prosciutto! Vai a Torre Lapillo! Vai…” al che interrompevo l’interlocutore e specificavo: Cilento, non Salento. In queste pagine ho scritto più volte di come amo il “tacco”, ma mi sono ripromesso: in agosto mai più. Il problema è sempre lo stesso, e comune a buona parte della popolazione italiana costretta alle ferie agostane (almeno quella che non si accontenta di dormire, mangiare ed andare in spiaggia o fare foto instagrammabili): come evitare la ressa ed affrontare un viaggio che sappia di autenticità? Tematica che andrebbe sviluppata più approfonditamente. Per noi al momento è solo una domanda: riusciremo, almeno in parte, qui in Cilento? La meta ed il programma sono stati scelti anche con questo auspicio.



Altro commento molto gettonato, per chi capiva di cosa si stava parlando: vai a Paestum, merita una visita. Persino mia mamma ieri mi ha inviato le sue vecchie foto di un viaggio fatto nel ‘73, prese dagli album di famiglia. E così, eccoci qui. La prima cosa che colpisce, più ancora che i tre templi rimasti in piedi, è la vastità dell’area archeologica. Comprendendo la visita al museo, tre ore passano come ridere. Da segnalare peraltro che l’ingresso per i bambini è gratuito. Leonardo e Martina sono molto interessati e non si lamentano. L’ora di pranzo arriva presto. Fortunatamente ci troviamo a due passi dal mare e raggiungiamo in pochi minuti l’Oasi Dunale di Paestum.



Tornando al tema dei turisti presenti da queste parti, finora ho sentito pochi accenti settentrionali: un gruppo di bresciani, uno di emiliani. Un po’ di più toscani e romani, qualche straniero, ma la maggior parte sono campani. Devo mettere a fuoco quanti siano i napoletani e quanti gli emigrati locali di ritorno per le ferie estive (mi perdoneranno gli interessati, ma non sono ancora in grado di distinguere perfettamente la cadenza napoletana da quella salernitana, per quanto mi abbiano dato un’infarinata). Alla seconda categoria appartiene la coppia conosciuta in pineta nel pomeriggio: per loro è l’ultima giornata qui, domani ritorneranno nell’hinterland torinese. “Qui il turismo è meno attrezzato rispetto a località come Acciaroli e Palinuro. L’anno scorso ci si è lamentati della scarsa affluenza turistica, ma manca l’offerta”. E penso che chi proviene da un certo tipo di territori a vocazione turistica è condannato a vivere alla ricerca di un difficile equilibrio, quello tra l’orgoglio di mostrare le bellezze della propria terra allo straniero e quello di rifuggire le logiche predatorie, l’affollamento, la barbarie racchiuse in quello che negli ultimi anni ha preso il nome di overtourism.

sabato 12 settembre 2026

Viaggio Cilento - 3. C'era una volta l'estate

 Copersito (SA), 18/8/2026



Il comune di Torchiara ha due frazioni contigue, difficile capire dove finisce la prima e comincia la seconda. Sant’Antuono (scritto proprio così) è situato in cima ad un crinale, le sue costruzioni sono mediamente più moderne e si trovano tutti i servizi essenziali, in buona parte concentrati nello slargo detto “Mercatiello”, dove ieri abbiamo cenato con pizza, frittata di pasta e una specie di torta caprese. Copersito è disposto sul versante sottostante ed è caratterizzato dalla presenze di diverse antiche ville con parco ed altre costruzioni in pietra, in buona parte ristrutturate di recente a fini turistici grazie a contributi della Regione Campania (tra cui anche la nostra casa). E’ un posto molto tranquillo e ieri sera, camminando fino alla chiesa, ho incontrato più gechi che persone.



La cittadina più vicina è Agropoli e la spiaggia è quella di Trentova, incastonata tra l’abitato, dal quale la separa lo scoglio di Trentova, e le montagne che caratterizzano la costa fino a Punta Tresino. La baia è un misto di ciottoli, sabbia e scogli, abbastanza lunga ma stretta, con un minuscolo bar, un lido e una costruzione lasciata a metà (la rete da cantiere lascia sperare che l’interruzione dei lavori sia solo momentanea).

La corrente oggi porta un po’ di alghe, complice il temporale notturno, ma la temperatura del mare, come mi è capitato ovunque quest’estate, è decisamente troppo calda. La differenza rispetto allo scorso anno è sensibile e quasi non si trova ristoro a fare il bagno. C’era una volta l’estate, titolava un articolo letto qualche giorno fa. Ed i bagni rinfrescanti, aggiungo. Non riesco a sopportare l’idea che ci stiano togliendo tutto questo.





Riguardo ad Agropoli, lasciati alle spalle i quartieri residenziali (e provando a fare lo stesso con i pensieri negativi) ed imboccata la salita degli scaloni per il centro storico ci si rende conto che valeva la pena di salire quei gradini. Dopo un gelato alla delizia al limone e ricotta e pere poi si apprezza ancora di più e si hanno le energie per la visita al Castello Angioino, dal quale la vista spazia su tutto il golfo, sulla costa rettilinea della Piana del Sele, fino alle alture della Penisola Sorrentina e a Capri in lontananza.




sabato 5 settembre 2026

Viaggio Cilento - 2. Già spunti per i prossimi viaggi

 Copersito (SA), 17/8/2026


Arrivare a Monteleone d’Orvieto il giorno del palio ha il suo fascino, anche se i festeggiamenti che si protraggono fino a tarda notte sono l’altro lato della medaglia ed il sonno ne risente. Va detto che nel tempo trascorso in paese – complessivamente meno di 24 ore – incontriamo la festa ma anche… la morte. Un funerale nella Collegiata dei SS. Pietro e Paolo (di cui, proprio per questa ragione, non riusciremo ad ammirare i dipinti del Perugino), giusto dalla parte opposta dello stretto corso centrale, ci fa sentire a disagio nell’uscire con i borsoni a tracolla. Sgattaioliamo pertanto di soppiatto per una passeggiata tra la porta Nord, il pozzo medievale, la Torre dell’Orologio e la spettacolare vista dalla terrazza situata nei pressi della porta Sud. Il paese è molto ben conservato e frequentato da parecchi stranieri. L’inglese è una lingua molto parlata per strada, anche tra alcuni figuranti del corteo del palio. Francese è l’autore del libro fotografico che abbiamo sfogliato nel nostro appartamento. Norvegese è il benefattore che ha finanziato la ristrutturazione del teatro, non ancora completata. Stranieri che hanno adottato – o si sono lasciati adottare – dal borgo.

Stranieri non siamo, ma facciamo fatica a lasciare Monteleone per proseguire il cammino. Come noi anche Leonardo e Martina, conquistati dal nostro piccolo ma accogliente appartamento. Già spunti per i prossimi viaggi, come ci eravamo ripromessi.



L’abbiamo tirata lunga, ma riusciamo comunque ad arrivare in Ciociaria per l’ora di pranzo. Il compianto amico Luca avrebbe potuto darmi le indicazioni del caso, magari ci si sarebbe potuti incontrare da queste parti, parlare dei film visti, dell’ultimo di Virzì e de Le città di pianura e invece…. Guardiamo avanti, e davanti a noi c’è il profilo di Anagni, “città dei Papi”. Confesso che ho bisogno di un ripasso di storia per rinfrescare la memoria sullo “schiaffo di Anagni”, oltre che sulla provenienza anagnina di due pontefici.



Abbiamo cambiato scala: più che borgo siamo in una cittadina, che ci appare piuttosto dormiente: sarà il lunedì, sarà che molti locali sono chiusi per ferie, sarà che altri sembrano avere abbassato le serrande per sempre. Però tra pochi giorni ci sarà la ricorrenza del patrono San Magno, molto sentita in città, e nei discorsi che captiamo mentre mangio i miei strozzapreti all’anagnina cacio e pepe c’è un certo fermento.



Risaliamo Strada Vittorio Emanuele fino al suggestivo Parco della Rimembranza, una sorta di giardino terrazzato ai piedi della centralissima Piazza Cavour. Non completiamo la visita come vorremmo perché anche oggi il cielo si annuvola. Il temporale, però, stavolta non arriva ed arriviamo asciutti in Cilento prima di cena.



giovedì 3 settembre 2026

Viaggio Cilento - 1. In alto i bicchieri per Francesco Guccini

 Monteleone d’Orvieto (TR), 16/8/2026


Giuro che non si tratta della solita necrofilia letteraria: Un disco dei Platters di Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli l’avevo ordinato pochi giorni prima della dipartita del “Maestrone”. Ci ero arrivato un po’ per caso, stavo cercando informazioni sulla meta del prossimo viaggio estivo ed avevo letto che il protagonista del libro ha origini cilentane. In realtà il Cilento non viene praticamente nominato, ma la scelta di portarlo come lettura durante il viaggio acquisisce un senso già alla prima tappa, vista l’ambientazione fortemente tosco-emiliana.

Castiglione dei Pepoli me lo avevano descritto come località turistica per bolognesi un po’ in declino ma la prima impressione, almeno in alta stagione, è quella di un centro piuttosto attivo, anche solo leggendo locandine e manifesti delle varie iniziative che si tengono in questi giorni in zona, tra le quali anche una manifestazione dedicata per l’appunto a Francesco Guccini, scomparso pochi giorni fa, che viveva non molto distante da qui, a Pavana, oltre i laghi di Brasimone e Suviana.

Quando arriviamo i negozi – alcuni con un gusto vagamente retrò – sono ancora aperti. Resistiamo davanti al fornitissimo negozio di giocattoli, ma cediamo al mercatino vintage del Parco della Rimembranza: i bambini si giocano nelle prime 12 ore il bonus “regalino” della vacanza.

Il nostro itinerario parte dalla Torretta, prosegue lungo la centralissima via San Lorenzo, tocca Piazza della Libertà e si chiude, appunto, al Parco della Rimembranza. C’è tempo per un tagliere di salumi di selvaggina e un budino alle castagne, poi scoppia il temporale e tocca rifugiarci in macchina, comunque contenti per aver scelto di sostare proprio qui.




D’altra parte questo era il nostro intento: viaggio lento verso il Cilento - gioco di parole che leggeremo con varie declinazioni nei prossimi giorni e che quindi chiudo qui – con tappe all’andata e al ritorno che possano offrirci spunti per le future occasioni. In questo senso non ci delude nemmeno Monteleone d’Orvieto, a partire dalla gentilissima accoglienza della signora Monica. Arriviamo nella giornata conclusiva del Palio del Carro ma lei è prodiga di consigli su come orientarci durante la nostra permanenza, nonostante sia impegnata al servizio ai tavoli. Nella mattinata mi aveva inviato il programma della concomitante Sagra degli Umbrichelli e durante il pomeriggio, all’avvicinarsi delle colline umbre, già meditavo sulla scelta, poi ricaduta su un ragù di chianina.




Il Palio è davvero ben organizzato e richiama un gran numero di figuranti. Essendo alloggiati nel centralissimo Corso Vittorio Emanuele II viviamo appieno il lungo corteo. Leo è spaventato dal rullare dei tamburi e dalle urla del boia, ma poi esce sull’uscio per ammirare le ragazze in abiti medievali. Martina è entusiasta e non si perde nulla: uomini a cavallo, sputafuoco, damigelle… Appena il corteo si chiude lei e Sara lo seguono e raggiungono il Campo gara. Io e Leonardo le raggiungiamo pù tardi, giusto in tempo per assistere alla chiusura della gara, alla proclamazione del vincitore ed alle celebrazioni.

Ed infine, dopo una lunga attesa, ecco il nostro meritato piatto di umbrichelli, accompagnato dal buon rosso di una cantina locale. E ritornando per un momento alla nostra tappa mattutina, in alto i bicchieri per Francesco Guccini.