Tra pandemie, malattie, problemi familiari ed eventi meteo estremi, i nostri rientri dai viaggi estivi, soprattutto negli ultimi anni, sembrano avvolti da una sorta di maledizione.
Nel 2025 non c’è stata la supercella
dell’anno successivo; eppure, da Pisa a Cremona, una pioggia fortissima ed
incessante ci ha costretto a non superare gli 80 km/h in autostrada. Il mattino
dopo, aprendo le finestre di casa, abbiamo scoperto che il salice piangente di fronte a
casa era rimasto colpito, e la parte centrale delle sue branche risultavano
spezzate.
Un grosso dispiacere, ma la
natura spesso riesce a sopravvivere anche alla nostra incuria, e mi consolo
oggi nel rivederlo in ripresa.
Ma tornando al 2025… abbiamo
ripreso l’abitudine di aggiornare il nostro blog per non dimenticare gli
incontri, i dettagli, le sensazioni dei nostri viaggi. E per riviverli anche a
casa. Nel fare questo mi rendo conto che non abbiamo parlato della Corsica: lo
faremo adesso, in una sorta di flashback. O di racconto circolare, visto che
abbiamo già accennato la conclusione.
A partire dalla ormai consueta
tappa a Pontremoli, per una passeggiata nel bel borgo della Lunigiana e per
pranzare con testaroli al pesto e qualche amor prima del caffè.
Arriviamo a Livorno (sì, sono
passato al presente, ormai sono di nuovo in viaggio!) verso la metà del
pomeriggio. Confermo l’impressione avuta qualche anno fa: non sarà bella, ma ha
personalità. E poi, una passeggiata per Venezia Nuova all’ora dell’aperitivo ci
sta proprio. Entriamo nella Fortezza, cosa che non avevamo fatto in occasione
della precedente visita, e poi ceniamo con cozze alla livornese.




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