Cremona, 28/8/2026
Per Cremona la data del 28
agosto rimarrà legata all’evento estremo (ho scoperto dall’articolo pubblicato
da qualche esperto che si trattava tecnicamente di una supercella a mesociclone) che ha
devastato la città ed il territorio circostante, scoperchiando case,
danneggiando circa diecimila auto, abbattendo almeno un migliaio di alberi ed
arrivando a colpire monumenti simbolo come il Duomo ed il Palazzo Comunale.
In queste sole due settimane ci siamo trovati a più riprese a confrontarci con
gli effetti della crisi climatica, ma non pensavamo di (o speravamo di non)
arrivare a questo punto. Durante una sosta del viaggio di rientro, all’altezza
di Modena, ci sono arrivate le prime, devastanti immagini. Costretti dal
traffico intenso ad un percorso alternativo, siamo entrati nel territorio
cremonese da Calvatone e già lì ci siamo trovati di fronte ad alberi abbattuti
e ad uno scenario da film americano.
Prima del temporale, cantava
Enrico Ruggeri: voglio che questo racconto di un viaggio comunque bello si
fermi dunque prima della supercella, o di quel che era.
Fermiamolo dunque a Faella,
estremo nord della provincia di Arezzo. La Toscana era l’unica delle regioni
attraversate in cui non avevamo ancora fatto sosta. Se le Balze del Valdarno le
vediamo solo dall’auto (paesaggio comunque suggestivo), la trattoria vecchio
stile dove mangio una pasta con ragù di coniglio è un esperienza degna di
essere vissuta.
Ci rimettiamo in moto ma siamo
costretti ad aggirare Firenze sul lato nord-est, lungo un bel percorso in parte
affrontato qualche anno fa scendendo nel Casentino, prima di rientrare in
autostrada. Prima del traffico. Prima della supercella, appunto.
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