venerdì 16 ottobre 2026

Viaggio Cilento - 13. Prima della supercella

 

Cremona, 28/8/2026

 

 

Per Cremona la data del 28 agosto rimarrà legata all’evento estremo (ho scoperto dall’articolo pubblicato da qualche esperto che si trattava tecnicamente di una supercella a mesociclone) che ha devastato la città ed il territorio circostante, scoperchiando case, danneggiando circa diecimila auto, abbattendo almeno un migliaio di alberi ed arrivando a colpire monumenti simbolo come il Duomo ed il Palazzo Comunale. In queste sole due settimane ci siamo trovati a più riprese a confrontarci con gli effetti della crisi climatica, ma non pensavamo di (o speravamo di non) arrivare a questo punto. Durante una sosta del viaggio di rientro, all’altezza di Modena, ci sono arrivate le prime, devastanti immagini. Costretti dal traffico intenso ad un percorso alternativo, siamo entrati nel territorio cremonese da Calvatone e già lì ci siamo trovati di fronte ad alberi abbattuti e ad uno scenario da film americano.

Prima del temporale, cantava Enrico Ruggeri: voglio che questo racconto di un viaggio comunque bello si fermi dunque prima della supercella, o di quel che era.

 

Fermiamolo dunque a Faella, estremo nord della provincia di Arezzo. La Toscana era l’unica delle regioni attraversate in cui non avevamo ancora fatto sosta. Se le Balze del Valdarno le vediamo solo dall’auto (paesaggio comunque suggestivo), la trattoria vecchio stile dove mangio una pasta con ragù di coniglio è un esperienza degna di essere vissuta.

 

Ci rimettiamo in moto ma siamo costretti ad aggirare Firenze sul lato nord-est, lungo un bel percorso in parte affrontato qualche anno fa scendendo nel Casentino, prima di rientrare in autostrada. Prima del traffico. Prima della supercella, appunto.

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